Stato di crisi in Sicilia per gli incendi estivi

Caltabellotta incendio 24 luglio 2025

La Regione dichiara l’emergenza per un anno: primi interventi da 25 milioni

La giunta regionale siciliana ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza per dodici mesi, su proposta del presidente Renato Schifani, dopo i vasti incendi che tra luglio e i primi dieci giorni di agosto hanno colpito l’Isola. Il provvedimento, predisposto dal capo della Protezione civile Salvo Cocina, punta a sostenere i Comuni, soprattutto quelli delle aree interne, dove le fiamme hanno raggiunto zone urbanizzate, danneggiato edifici e costretto all’evacuazione centinaia di residenti. Pesanti le ripercussioni su boschi, attività agricole e comparti produttivi. Schifani rivendica la scelta: «I Comuni non possono essere lasciati soli. Acceleriamo la messa in sicurezza e il ripristino dei servizi essenziali». La Regione ha già varato un primo pacchetto da 25 milioni: 15 destinati alla Protezione civile, 10 ai ristori per le imprese agricole. Una stima preliminare indica danni per circa 50 milioni, di cui 38 nel Palermitano. Dal 15 luglio al 6 agosto sono stati effettuati 8.059 interventi di spegnimento. Colpiti numerosi territori: nell’Agrigentino Cammarata, Santo Stefano Quisquina e Bivona, dove un vigile del fuoco è morto durante le operazioni; nel Catanese incendi a Belpasso, Paternò, Acireale, Linguaglossa e Catania; nel Nisseno episodi a Sutera; nel Siracusano a Cassaro, Francofonte e Priolo; nel Trapanese focolai diffusi nell’area di Castelvetrano. Nel Palermitano devastazioni a Belmonte Mezzagno, Castronovo, Monreale e Termini Imerese, con capannoni distrutti. Danni anche a Modica, nel Ragusano.

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