Vannacci apre il fronte del termalismo e nomina il primo responsabile di settore in un partito italiano
Umberto Fusco, ex militare, ex leghista ed ex Forza Italia, debutta con un’intervista dai toni visionari: riqualificazione del demanio, costi più accessibili, censimento nazionale delle terme e una “scuola per gli addetti”. Tema cruciale anche in Sicilia, dove Sciacca e Acireale restano chiuse da oltre dieci anni.
Futuro Nazionale diventa il primo partito italiano a dotarsi di una figura dedicata esclusivamente al termalismo. Una scelta politica inedita, che arriva mentre il tema è tornato di forte attualità soprattutto in Sicilia, dove gli impianti pubblici di Sciacca e Acireale restano chiusi da oltre un decennio, simbolo di un patrimonio pubblico abbandonato. Il nuovo responsabile nazionale, Umberto Fusco, senatore con la Lega e poi a Forza Italia, non è un esperto del settore. Ma vive a Viterbo, dove ci sono stabilimenti termali. Dopo la nomina ha dichiarato che le terme sono un patrimonio inestimabile a livello economico, turistico, sanitario e occupazionale. “Voglio rendermi conto di tutte le ricchezze italiane, conoscerò realtà che non ho mai incontrato, conoscerò imprenditori che hanno deciso di investire su questo patrimonio. Creerò una struttura per stare vicino alle esigenze di cittadini e gestori”. In una intervista a Il Figlio dice che la sua ricetta parte da un punto: “riqualificare le aree di proprietà del demanio”, restituendo valore a spazi oggi inutilizzati o degradati. Ma il nodo centrale, secondo Fusco, è rendere le terme fruibili a tutti, intervenendo sui costi e ampliando l’accessibilità economica. Tra le proposte, alcune appaiono scontate, come l’idea che “le terme possano essere un servizio complementare al sistema sanitario nazionale”. Altre, invece, delineano un progetto più strutturato: un censimento nazionale delle località termali, una scuola per formare i futuri addetti del settore, un confronto diretto con gli esercenti e un’azione di pressione sulle amministrazioni locali per “riprendere in mano le terme pubbliche abbandonate”. Fusco promette anche una presenza costante sul territorio: “Da oggi faremo un sacco di eventi nei luoghi termali”. Una dichiarazione che, se tradotta in iniziative concrete, potrebbe riaccendere l’attenzione su un comparto che in molte regioni, Sicilia in testa, attende da anni una strategia chiara, dopo stagioni di chiusure, contenziosi e occasioni mancate. E siamo sicuri che adesso anche da Sciacca, dove Vannacci sta avendo un seguito, partiranno sollecitazioni ad interessarsi delle terme chiuse.





