Servizio idrico: il bidoncino alla Camera diventa atto d’accusa
Carmina (M5S) denuncia in parlamento la crisi idrica mai finita in provincia di Agrigento : “Rubinetti a secco, fondi bloccati, Governo indifferente”.
Un piccolo bidoncino di plastica, sollevato tra i banchi della Camera, è diventato il simbolo della denuncia di Ida Carmina (M5S). La deputata agrigentina ha portato in Aula l’immagine quotidiana di migliaia di famiglie costrette a fare la fila per l’acqua, mentre il Governo sostiene che l’emergenza sia terminata da mesi. Carmina ha ricordato che in provincia di Agrigento, nel 2026, l’acqua non arriva: anziani e bambini attendono le autobotti, ora paralizzate dallo sciopero degli operatori, e le turnazioni si allungano fino a lasciare interi quartieri con i rubinetti asciutti. I 128 milioni spesi non hanno riportato la normalità. La deputata ha puntato il dito sulle infrastrutture mai completate: la Corte dei conti ha certificato criticità e definanziamenti su opere strategiche come la diga Pietrarossa e l’adduttore Castello, ritenute essenziali per garantire approvvigionamento stabile all’isola. Il suo ordine del giorno, che chiedeva il ripristino immediato dei fondi e nuove risorse per sbloccare i cantieri, è stato respinto. “I siciliani si ricorderanno di chi resta indifferente alla loro sofferenza”, ha detto lasciando il bidoncino come monito di una crisi che, per Agrigento, non è mai finita.





