ASP Trapani accelera: gara europea per radioterapia e ampliamento del Sant’Antonio Abate
L’Azienda ottiene la qualificazione ANAC di terzo livello e gestirà autonomamente l’appalto da oltre 32 milioni di euro.
Testo giornalistico (≈1700 battute) L’ASP di Trapani imprime una svolta decisiva all’iter per la realizzazione del servizio di radioterapia e dell’ampliamento dell’Ospedale Sant’Antonio Abate. Con una delibera pubblicata oggi, il commissario straordinario Sabrina Pulvirenti ha disposto che la gara europea a procedura aperta per l’affidamento dei lavori venga espletata direttamente dall’Azienda sanitaria, senza il ricorso alla Centrale Unica di Committenza regionale. La decisione arriva dopo l’iscrizione dell’ASP Trapani nell’elenco delle stazioni appaltanti qualificate dell’ANAC, con attribuzione della qualificazione avanzata di terzo livello (L1) per il settore Lavori, valida dal 24 luglio 2026 al 24 luglio 2028. Un riconoscimento che consente all’Azienda di progettare, affidare ed eseguire lavori senza limiti di importo, oltre la soglia europea. La gara per la radioterapia, dal valore complessivo di oltre 32 milioni di euro, sarà dunque gestita interamente dall’U.O.C. Gestione Tecnica, cui è demandata l’attività di progettazione e affidamento. Nella delibera sono stati approvati bando, disciplinare, modulistica e modello di domanda, elementi che permetteranno l’avvio immediato della pubblicazione del bando europeo. «La qualificazione ANAC consente un’accelerazione significativa dei tempi – ha evidenziato Pulvirenti – riducendo le fasi procedurali e garantendo maggiore autonomia operativa. Un plauso va all’ingegnere Francesco Costa, che ha seguito con rigore ogni passaggio richiesto dall’Autorità e ha portato a compimento un iter complesso». L’ASP punta così a velocizzare un’opera strategica per il territorio, attesa da anni e finanziata con risorse già disponibili. L’avvio della gara rappresenta un passaggio cruciale verso la realizzazione del nuovo servizio di radioterapia, destinato a potenziare l’offerta oncologica provinciale e a ridurre la mobilità dei pazienti verso altre strutture.





