Maxi inchiesta “appalti e mazzette”: chiuse le indagini, verso il processo per 32 indagati

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Contestata un’associazione a delinquere per pilotare appalti pubblici. Tra gli indagati anche l’ex assessore regionale Roberto Di Mauro, ritenuto promotore del sistema.

La Procura di Agrigento ha chiuso le indagini sulla maxi inchiesta “appalti e mazzette”, ipotizzando un vasto sistema di corruzione volto a orientare gli appalti pubblici verso imprese selezionate. Sono 32 gli indagati per cui si va verso la richiesta di rinvio a giudizio. Tra loro figura il deputato ed ex assessore regionale all’Energia Roberto Di Mauro, a cui viene contestato il reato più grave: associazione a delinquere con ruolo di promotore. Secondo il procuratore Giovanni Di Leo e i pm Annalisa Failla e Gaspare Bentivegna, Di Mauro sarebbe stato al vertice di una rete capace di influenzare lavori pubblici strategici, tra cui il maxi appalto da 37 milioni per il rifacimento della rete idrica di Agrigento, con Aica come stazione appaltante. Lo stesso reato viene contestato anche al dirigente Sebastiano Alesci, all’ex consigliere provinciale Luigi Sutera Sardo e all’ex dirigente comunale Vittorio Giarratana. La Procura si prepara ora a chiedere il processo.

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