Coste siciliane, il cemento non salva: l’erosione è frutto di scelte sbagliate

san giorgio erosione 3

Il dossier di Legambiente denuncia opere inutili, sprechi e deregolamentazione. Le spiagge che resistono sono quelle senza barriere rigide

La crisi delle coste siciliane non è un fenomeno naturale: è il risultato di decenni di interventi che hanno trasformato il mare in un nemico da contenere. Il dossier di Legambiente, presentato a Capo d’Orlando, ricostruisce un sistema che ha prodotto erosione, sprechi e perdita di beni comuni. La logica delle difese rigide — scogliere, pennelli, barriere sommerse — ha generato un effetto domino: proteggere un tratto significa condannare quello accanto. È il sottoflutto, che moltiplica i danni e alimenta nuovi cantieri. La fascia ionica messinese è l’esempio più evidente: venti chilometri di urbanizzazione compressa tra mare e montagna e oltre 72 milioni di euro spesi senza salvare né spiagge né infrastrutture. Gli interventi si ripetono con esiti analoghi: a Sant’Alessio Siculo una barriera da 32 milioni ha cancellato l’arenile; a Santa Teresa di Riva il lungomare è stato ricostruito ancora più vicino al mare, salvo poi chiedere altri fondi per nuovi pennelli; a Furci Siculo si progettano barriere per trattenere sabbia che non arriverà più. A tutto questo si aggiunge una deregulation protratta, che ha permesso costruzioni entro i 150 metri dalla battigia nonostante il divieto del 1976 e le sentenze della Corte Costituzionale. Lungomari, piazze e piste ciclabili sono stati realizzati dove il mare reclama spazio, mentre l’assenza dei Piani di Utilizzo del Demanio ha favorito stabilimenti sovradimensionati. Eppure, un’alternativa esiste: le spiagge che hanno resistito al ciclone Harry sono quelle senza barriere rigide. A Nizza di Sicilia, dove il lungomare è stato arretrato, l’arenile si è ricostituito naturalmente. Legambiente indica cinque linee d’azione: rispetto del vincolo dei 150 metri, arretramento selettivo delle opere a rischio, soluzioni flessibili, spostamento della viabilità verso l’entroterra e ripristino del trasporto naturale dei sedimenti.

What do you feel about this?