Mafia: chieste sei condanne per il mandamento di Lucca Sicula–Ribera

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La Dda di Palermo ricostruisce ruoli, alleanze e infiltrazioni nelle amministrazioni locali. Nel mirino boss, gregari e un consigliere comunale accusato di favoreggiamento.

La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha chiesto sei condanne nel processo sul mandamento mafioso di Lucca Sicula–Ribera, un’inchiesta che ha svelato legami tra cosche, imprenditoria e politica locale. Al termine della requisitoria, i pm hanno invocato 18 anni di reclusione per Salvatore Imbornone, 65 anni, ritenuto il capo dell’intero mandamento.

Chiesti inoltre 14 anni per Francesco Caramazza, 52 anni, della famiglia di Favara; 12 anni per Antonino Perricone, 54 anni, di Villafranca Sicula; 4 anni e 6 mesi per Nicolò Riggio, 59 anni, di Burgio; 3 anni e 4 mesi per il consigliere comunale di Lucca Sicula Gabriele Mirabella, accusato di favoreggiamento con aggravante mafiosa.

Nel procedimento abbreviato parallelo, già in appello, sono stati condannati il boss Giovanni Derelitto (14 anni) e il suo braccio destro Alberto Provenzano (10 anni e 8 mesi). A Imbornone viene contestato il ruolo di promotore e organizzatore dell’associazione mafiosa. L’accusa di mafia riguarda anche Caramazza, Riggio, Perricone e Giuseppe Maurello, ritenuto affiliato al clan di Lucca Sicula. Mirabella, invece, secondo l’accusa avrebbe aiutato gli uomini del mandamento a eludere le indagini. L’operazione dei carabinieri, eseguita lo scorso anno, ha documentato il riassetto del mandamento guidato da Imbornone e le attività delle famiglie di Burgio e Villafranca Sicula. L’indagine ha svelato non solo dinamiche interne e riunioni operative, ma anche tentativi di infiltrazione nelle amministrazioni locali e un presunto inquinamento delle elezioni a Villafranca Sicula. Per questo il sindaco del paese, Gaetano Bruccoleri, era stato raggiunto da un avviso di garanzia per scambio elettorale politico-mafioso. L’inchiesta, sviluppata tra aprile 2021 e luglio 2023, nasce dopo l’omicidio di Vincenzo Corvo, 52 anni, ucciso a fucilate nell’aprile 2020 a Lucca Sicula. Pur non avendo individuato i responsabili del delitto, le indagini hanno confermato la piena operatività del mandamento, impegnato a controllare attività economiche, appalti e servizi pubblici per ottenere profitti e condizionare la vita amministrativa del territorio.

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