S.Anna ritrova il coraggio di Alessandro Giaccone, il maestro che sfidò la mafia per i contadini
La villa comunale ora porta il suo nome: studenti, istituzioni e comunità restituiscono memoria a un martire dell’antimafia contadina, ucciso nel 1921 per aver difeso i più deboli.
La comunità di Sant’Anna ha restituito dignità e voce alla storia di Alessandro Giaccone, il maestro che un secolo fa sfidò i gabellotti per difendere i contadini e pagò con la vita il suo impegno civile. Da ieri, la villa comunale della frazione porta il suo nome, cancellando decenni di oblio grazie al lavoro degli studenti del plesso Manzoni dell’istituto Roncalli. Giaccone, reduce della Grande Guerra, dedicò la sua esistenza alla crescita culturale e sociale del territorio. Nel 1901 fondò il Circolo Democratico Triocola, poi nel 1919 la Cooperativa Agricola Nazario Sauro, strumenti con cui sostenne ex combattenti e famiglie contadine, opponendosi allo sfruttamento dei grandi proprietari. La sua azione di riscatto sociale lo rese un bersaglio: il 31 dicembre 1921 venne assassinato dalla mafia lungo la Regia Trazzera Mancusi. Il Comune di Caltabellotta-S.Anna ha ricordato come uno dei primi simboli dell’antimafia contadina. «Un uomo che ha creduto nella giustizia sociale e nella libertà», ha detto il sindaco Biagio Marciante durante la cerimonia, alla presenza di autorità civili, religiose e militari. Protagonisti gli studenti, guidati dall’insegnante Maria Salvaggio e dalla nipote del maestro, la professoressa Maria Giaccone. Tra gli ospiti anche il giornalista Giulio Francese, figlio di Mario, cronista ucciso dalla mafia. Una giornata che restituisce memoria e identità a un’intera comunità.






