Acqua e autobotti: i sindaci ci “mettono una pezza” per evitare il caos idrico - Corriere di Sciacca

Acqua e autobotti: i sindaci ci “mettono una pezza” per evitare il caos idrico

Aica, assemblea sindaci 11.06.25

Accolta in sede di assemblea dei soci di Aica la proposta di dare più tempo agli autobottisti di adeguarsi alle nuove regole

L’assemblea dei sindaci soci di Aica ha scelto la linea più pragmatica: evitare l’esplosione di una nuova crisi sociale e prorogare fino al 9 novembre 2026 l’attuale sistema di approvvigionamento tramite autobotti. Una decisione maturata dopo giorni di serrate degli autotrasportatori e tensioni crescenti nei territori, dove il rischio di disordini era ormai concreto. I sindaci, di fatto, ci hanno messo una pezza deliberando una proposta fatta dal loro collega Fabio Termine, congelando l’entrata in vigore delle nuove regole del gestore idrico. Regole che gli autotrasportatori contestano duramente: secondo loro, il nuovo sistema di tracciamento e autorizzazioni “li trasformerebbe in dipendenti di Aica”, snaturando il loro ruolo di imprenditori autonomi. Da qui lo stop alle forniture e il blocco del servizio in diversi comuni. In ogni caso, la registrazione degli utenti resta obbligatoria e rappresenta il pilastro del nuovo sistema che Aica intende implementare gradualmente. Termine, in una nota, sottolinea un punto chiave: “Da subito è indispensabile essere censiti da Aica per accedere all’approvvigionamento idrico. Questo passaggio non è più rinviabile”. Il sindaco rivendica la scelta dei primi cittadini, che hanno prorogato il sistema attuale “pur essendo terminato lo stato di emergenza”, assumendosi una responsabilità politica per evitare ulteriori disagi alla popolazione. Ora, però, chiede collaborazione: cittadini che devono registrarsi, e autotrasportatori che devono tornare al lavoro, “dato che nulla è cambiato nelle loro condizioni operative”. La proroga evita il collasso immediato, ma non risolve il nodo di fondo: un territorio fragile, un gestore che vuole imporre regole più rigide e una categoria di lavoratori che teme di perdere autonomia. La stagione estiva è alle porte, e la tenuta del sistema dipenderà dalla capacità, non scontata, di far convivere esigenze diverse senza riaccendere lo scontro.

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