Disservizi su linea bus. Nota congiunta di protesta dei sindaci di Ribera e Sciacca
Guasti in serie e principio d’incendio su due mezzi della tratta Ribera–Sciacca–Palermo. Ruvolo e Termine diffidano Autolinee Gallo e chiedono interventi immediati alla Regione.
Una denuncia dura, congiunta, che fotografa una situazione ormai insostenibile. I sindaci di Ribera, Matteo Ruvolo, e di Sciacca, Fabio Termine, hanno inviato una nota ufficiale ad Autolinee Gallo — con copia al Prefetto di Agrigento e all’Assessorato regionale alle Infrastrutture — per segnalare i gravissimi disservizi verificatisi questa mattina sulla tratta Ribera–Sciacca–Palermo. Secondo quanto riportato dai due primi cittadini, la corsa delle 8.00 ha subito un primo guasto meccanico all’altezza di Poggioreale, costringendo i passeggeri a una lunga sosta forzata. Ma l’emergenza non è finita lì: anche il mezzo sostitutivo, inviato per soccorrere i pendolari, ha avuto un’avaria critica nei pressi del bivio per Giacalone, con un principio d’incendio che ha reso necessario l’intervento immediato dei Vigili del Fuoco. Una sequenza di episodi che, sottolineano i sindaci, mette in luce un problema strutturale e non più tollerabile. La tratta in questione è infatti un’arteria fondamentale per centinaia di studenti universitari, docenti e lavoratori che ogni giorno raggiungono Palermo. Persone che pagano regolarmente abbonamenti e biglietti, ma che oggi — denunciano Ruvolo e Termine — si sono ritrovate in pericolo, oltre che impossibilitate a raggiungere puntualmente le proprie destinazioni.
Nella nota, i due sindaci diffidano formalmente Autolinee Gallo dal proseguire il servizio con mezzi che non garantiscano standard adeguati di sicurezza, chiedono un incontro urgente per chiarire le cause dell’incendio e dei guasti in serie; sollecitano la Regione a verificare la vetustà del parco mezzi e a procedere con un rinnovo immediato della flotta impiegata sulla tratta.
Ruvolo e Termine annunciano inoltre di riservarsi ogni azione legale e istituzionale, anche in sede prefettizia, per garantire che il diritto alla mobilità dei cittadini sia tutelato “in condizioni di assoluta sicurezza e dignità”. Una presa di posizione netta, che punta a rompere un silenzio durato troppo a lungo e a riportare al centro dell’agenda istituzionale la sicurezza dei pendolari, oggi più che mai messa a rischio.





