“Non era ‘troppo debole’: può fare il poliziotto un giovane siciliano
La presunta non idoneità per “deficit della forza muscolare” era infondata. Decisivi gli accertamenti tecnici e la verificazione disposta dal TAR Lazio.
Il Consiglio di Stato ha messo la parola fine al contenzioso tra il Ministero dell’Interno e un giovane originario di Erice, confermando il suo diritto a proseguire il percorso nella Polizia di Stato. Il candidato era stato escluso dal concorso per Allievo Agente perché ritenuto non idoneo a causa di un presunto “deficit della forza muscolare”. Una valutazione che il ragazzo aveva contestato immediatamente, sottoponendosi a un handgrip test all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, dal quale era emerso che i valori erano pienamente nei limiti previsti dal bando. Assistito dagli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, il giovane aveva ottenuto dal TAR Lazio una verificazione tecnica affidata alla Commissione sanitaria d’appello dell’Aeronautica Militare, che confermò l’assenza di qualsiasi deficit. Il TAR, con ordinanza nel luglio 2024 e sentenza nel novembre successivo, annullò l’esclusione. Il Ministero aveva impugnato la decisione sostenendo che gli accertamenti validi fossero solo quelli svolti in sede concorsuale. Ma anche i giudici di Palazzo Spada hanno respinto questa tesi: la misurazione della forza muscolare, hanno chiarito, non è un giudizio discrezionale ma un dato tecnico verificabile. E se il candidato dimostra l’inattendibilità dell’esame, il giudice deve approfondire. Con la sentenza del 21 aprile 2026, l’appello del Viminale è stato definitivamente respinto. Il giovane trapanese potrà continuare a prestare servizio nella Polizia di Stato a pieno titolo.





