Caso Monterotondo, consiglieri denunciano “teatro dell’assurdo”
Brucculeri e Blò sollevano dubbi su incontri, versioni contrastanti e rischi per la procedura Invitalia da 100 milioni.
Sul caso Monterotondo si apre un nuovo fronte politico. I consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò, dopo la seduta del 9 aprile, hanno denunciato una serie di contraddizioni nelle ricostruzioni fornite dal Sindaco riguardo a un incontro avvenuto in Municipio con un presunto acquirente privato. Secondo i due consiglieri, la presenza di rappresentanti di Invitalia — indicata dal primo cittadino come elemento istituzionale dell’incontro — apparirebbe poco credibile, poiché la società di Stato disporrebbe già di tutta la documentazione tecnica e non avrebbe motivo di recarsi a Sciacca per semplici chiarimenti burocratici. I consiglieri ipotizzano che il riferimento a Invitalia possa essere stato utilizzato come “copertura” per un colloquio diretto con un operatore privato di cui non sarebbe stata chiarita l’identità. Da qui il sospetto di incontri preliminari avvenuti “in altri luoghi” e di una possibile regia esterna capace di orientare l’accesso agli uffici comunali. La vicenda assumerebbe un peso ancora maggiore alla luce della procedura nazionale di vendita dell’area, un’operazione che potrebbe valere circa 100 milioni di euro. Secondo Brucculeri e Blò, qualsiasi interlocuzione non trasparente rischierebbe di incidere sulla regolarità del percorso avviato da Invitalia. I due consiglieri annunciano un esposto alla Procura, una segnalazione ad ANAC e alla stessa Invitalia, chiedendo di verificare la reale natura dell’incontro e la correttezza delle procedure. La vicenda, sostengono, richiederebbe massima chiarezza per tutelare Sciacca e il futuro dell’area di Monterotondo.





