Cavo sottomarino Italia–Tunisia: il tracciato attraversa i fondali di Sciacca

san marco

La zona coinvolta è la ZSC di Capo San Marco, riconosciuta per la presenza di biocenosi di pregio e habitat marini delicati.

Il progetto del nuovo collegamento elettrico ad altissima tensione tra Italia e Tunisia – il cavo sottomarino HVDC da 600 MW proposto da Terna – tocca direttamente anche il territorio di Sciacca. Una parte significativa del tracciato marino ricade infatti all’interno della Zona Speciale di Conservazione “Fondali di Capo San Marco – Sciacca”, un’area tutelata della Rete Natura 2000. Circa 5 chilometri del cavo di polo e l’intero tracciato del cavo di elettrodo, pari a circa 12 km, attraversano la ZSC di Sciacca. All’interno dello stesso sito ricade anche l’area destinata al sistema di elettrodo marino, una struttura fondamentale per il funzionamento dell’interconnessione elettrica. La presenza del cavo in un’area ambientalmente sensibile rappresenta uno dei punti più rilevanti del progetto per il territorio saccense. La ZSC di Capo San Marco è infatti riconosciuta per la presenza di biocenosi di pregio e habitat marini delicati. Nonostante ciò, la Capitaneria – sulla base del vaglio preliminare richiesto dal Ministero delle Infrastrutture – ha rilevato che non emergono motivi ostativi alla realizzazione dell’opera per quanto riguarda la sicurezza della navigazione, pur segnalando alcune osservazioni tecniche alla società proponente. L’avviso chiarisce che la richiesta di concessione demaniale marittima da parte di Terna riguarda l’occupazione di aree di mare e di suolo per un totale di 11.021 metri quadrati, necessari alla posa dei cavi e delle opere accessorie. Il tratto marino complessivo del collegamento misura 205 km, di cui 99 nelle acque italiane. La Capitaneria invita ora cittadini, associazioni e soggetti interessati a presentare osservazioni o opposizioni entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso, indirizzandole alla sede di Mazara del Vallo o tramite PEC. Trascorso il termine, non saranno accettati ulteriori reclami. Negli anni scorsi, quando venne annunciato il progetto, emersero dubbi sulle possibili conseguenze per le economie tradizionali quali la pesca che nell’area di mare coinvolta viene esercitata in massima parte con le reti a strascico.