Smart working anche per la politica: Sciacca scopre il lato comodo delle commissioni

Passa il regolamento che apre alle sedute da remoto: tra WhatsApp istituzionale, dubbi tecnici e...

Passa il regolamento che apre alle sedute da remoto: tra WhatsApp istituzionale, dubbi tecnici e gettoni sempre puntuali, la politica locale scopre il fascino del lavoro agile.

Il Consiglio comunale di Sciacca ha detto sì alla modifica del regolamento che permette ai consiglieri di partecipare alle commissioni anche da remoto. Una scelta perfettamente legale, dicono le norme, che ormai contemplano tutto: videoconferenze, modalità miste e, a quanto pare, anche un pizzico di creatività digitale. L’aula ha approvato all’unanimità, non senza qualche mugugno: perché va bene la modernità, ma fino a un certo punto. La misura, nata in piena pandemia, è diventata un’abitudine nazionale. Lo smart working è ormai il nuovo mantra delle amministrazioni: fa risparmiare, fa sembrare efficienti e soprattutto evita di cercare parcheggio. Tutto supportato da regolamenti comunali e benedizioni ministeriali. Eppure, quando si parla di assemblee, non tutti si fidano della magia del Wi-Fi. A Sciacca, infatti, qualcuno ha storto il naso: il regolamento permette perfino di riunirsi via WhatsApp. Sì, proprio l’app dei vocali infiniti, delle gif di buongiorno e dei gruppi silenziati da mesi. Non esattamente il massimo dell’istituzionalità, secondo alcuni consiglieri, che avrebbero preferito piattaforme più serie, magari con la possibilità di registrare la seduta e non solo di inviare emoji. Il punto critico? Che così si può partecipare alle commissioni anche mentre si passeggia in piazza Scandaliato, si fa la spesa o si ammirano le terme chiuse. E qualcuno teme che discutere temi importanti guardando lo schermo del telefono tra una buca stradale e un clacson non sia proprio il massimo della concentrazione. Le norme, però, sono dalla parte dei fautori del digitale, purché il Comune abbia un regolamento ad hoc. Resta il fatto che a Sciacca il Consiglio in remoto non si può fare: solo le commissioni. Altrove, invece, si sperimenta la “modalità mista”, con metà aula in carne e ossa e l’altra metà in pixel, tutti comunque presenti e simultanei. Una cosa, però, non cambia mai: il gettone di presenza. A Sciacca resta fisso a 35,79 euro lordi. Che si sia in sala consiliare o in pantofole davanti al telefono, quello non lo toglie nessuno.

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