Pippo Graffeo e il Carnevale come specchio di una comunità

Al Samonà ieri sera “Sogno di Carnevale”, uno spettacolo che intreccia memoria, arte e identità...

Al Samonà ieri sera “Sogno di Carnevale”, uno spettacolo che intreccia memoria, arte e identità collettiva

“Sogno di carnevale”, andato in scena ieri al teatro Samonà, ha celebrato i cinquant’anni di attività di Pippo Graffeo, figura che ha trasformato il Carnevale in un linguaggio artistico capace di raccontare Sciacca. Insieme ad una bravissima Liliana Marciante, l’artista ha ripercorso mezzo secolo di carri, satira, poesia e vita cittadina, mostrando come la festa non sia solo divertimento, ma anche uno spazio in cui la comunità riflette su sé stessa. Graffeo, poeta e giullare, ha sempre usato il Carnevale come strumento per leggere i cambiamenti sociali, denunciare storture, valorizzare ciò che unisce. Lo spettacolo ha ricordato che la creatività popolare è anche memoria, responsabilità e partecipazione: un modo per custodire l’identità di una città che continua a riconoscersi nelle sue tradizioni. Abbiamo letto un messaggio finale, semplice e diretto, nel progetto che ci auguriamo possa avere altri momenti di rappresentazione, ovvero un invito a prendersi cura di Sciacca ogni giorno, con lo stesso amore con cui si costruisce un carro o si scrive una battuta. Perché una comunità cresce quando ciascuno sente di farne parte davvero.

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