MIGRANTI MINORI NON ACCOMPAGNATI, SCIACCA E’ ECCELLENZA NELL’ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE

Le due strutture di via Marco Polo, gestite dalla cooperativa Arcobaleno, rappresentano un fiore all’occhiello dell’accoglienza e della formazione a minori sfuggiti dalle persecuzioni e dalle torture

Mentre in tutta Italia montano le proteste per l’eccessivo numero di migranti ospitati in strutture inadeguate, Sciacca assurge a esempio di come il fenomeno possa essere gestito e monitorato in modo eccellente. Parliamo dei migranti minori non accompagnati, una vera piaga sociale, specie se si considera che a fuggire da luoghi funestati da guerre e persecuzioni sono minori, spesso quattordicenni e magari con qualche anno di meno. Attraversano peripezie inenarrabili, mesi di viaggio dai loro luoghi natii verso la Libia, poi l’attraversata del Canale di Sicilia.

A Sciacca, città nella quale a differenza di altre non ci sono strutture per migranti adulti, sono operative, invece, due strutture gestite dalla cooperativa Arcobaleno, situate a Sovareto, in via Marco Polo. Sono state adeguate e attrezzate due strutture degli ex capannoni della Sitas. Sono due edifici adiacenti, ognuna dei quali ospita 10 minori non accompagnati. L’età è compresa tra i 14 e 18 anni. Divenuto maggiorenne, il migrante ha libera circolazione con regolare permesso per motivi umanitari.

Ma non è questo che rende il centro gestito dalla cooperativa Arcobaleno un’eccellenza ed un esempio da replicare. E’, invece, il percorso che il minore non accompagnato compie. E non è affatto facile farlo crescere dopo i traumi subiti nei Paesi d’origine. Stiamo parlando di minori che hanno subito persecuzioni, anche torture, hanno vissuto nel dramma delle guerre. I due centri gestiti dall’Arcobaleno sono autorizzati dallo Sprar (Sistema protezione richiedenti asilo rifugiati), direttamente da Roma.

“Il percorso che compiono i minori è inserito in un progetto molto completo, lineare, che partendo dal primo stadio dell’accoglienza, conduce alla regolarizzazione passando dalla formazione, integrazione, istruzione scolastica, assistenza legale”, spiega Giusi Indelicato, responsabile delle due strutture.

Le due strutture, cui un contributo fattivo è offerto dal referente Ezio Cicio e dal personale operativo, non sono certo un parcheggio, purtroppo come avviene in altre strutture per adulti dove la situazione sfugge dal controllo. E’ semplicemente fuorviante e ingeneroso fare confusione e inserire i giovanissimi ospiti nel fenomeno di accattonaggio per il quale è stata inoltrata un’interrogazione consiliare.

Nulla a che fare hanno gli ospiti delle strutture gestite dall’Arcobaleno con il fenomeno denunciato, e che genera parecchie lamentele da parte di cittadini. Purtroppo, tale fenomeno è caratterizzato da adulti provenienti da centri situati in altri comuni. Adulti che si allontanano tutto il giorno, senza controllo, per poi farvi ritorno la sera.

L’eccellenza del lavoro svolto a favore dei migranti minorenni non accompagnati è attestato da diversi contesti. Dalle scuole frequentate dagli ospiti minori, da aziende locali dove essi svolgono stage formativi, dalle numerose coppe vinte per attività sportive.

“I nostri ragazzi- dice Giusi Indelicato- frequentano le scuole serali e ottengono ottimi risultati e apprezzamenti da parte del corpo docente. Il percorso prevede anche stage formativi presso aziende non noi convenzionate. Durano da 6 a 12 mesi, imparano un mestiere. Ci sono aziende che alla fine dello stage hanno stipulato un contratto di lavoro in piena regola”.

Adiacente la sala da pranzo c’è una sala dedicata al ritrovo. Una stanza dotata di televisione, di giochi vari, ma anche di una grande bacheca piena di trofei sportivi. “Sono coppe- continua Giusi Indelicato- vinte dai ragazzi che partecipano in attività sportive. Per loro, ma anche per noi, è una grossa soddisfazione. Addirittura uno di loro, Lamin, è stato adocchiato dalla squadra calcistica di Menfi e l’anno prossimo vuole tesserarlo”.

Ragazzi disposti sempre a dare una mano d’aiuto, come quando lo scorso 25 novembre è accaduto il nubifragio. Pala alla mano, si sono adoperati per evitare che la grossa struttura commerciale SciaccaCarta venisse invasa dal fango. Poi hanno aperto due tombini per agevolare il deflusso dell’acqua. Parliamo con Lamin, nato in Zambia. Ha compiuto 18 anni da poco. Ma porta con sé una brutta storia alle spalle. Ha lasciato la mamma (il papà è morto) intraprendendo la fuga per arrivare in una terra dove poter vivere senza l’incubo delle persecuzioni e delle torture.

“Sono scappato dallo Zambia- ci racconta-. Il 25 febbraio del 2015 ho lasciato il mio Paese, lo Zambia. Ho intrapreso un lungo viaggio passando dal Senegal, Mali, Burchina, Faso, Nigeria. Poi sono approdato in Libia dove ho lavorato per racimolare in soldi per la traversata su un barcone. Sono approdato in Sicilia a settembre, dopo sette mesi dalla mia fuga dallo Zambia. Qui ho studiato, ho lavorato. Ho conseguito il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Vorrei rimanere in Italia”.

Un altro aspetto che contribuisce all’eccellenza delle due strutture gestite dalla cooperativa Arcobaleno è la certezza dell’iter burocratico-legale. La prassi viene rispettata nel dettaglio, ma soprattutto nei tempi. E’ abbastanza frequente che l’iter per il conseguimento del soggiorno si esaurisca nell’arco di un anno. Il minore ha sempre un tutor e l’assistenza legale. Ogni minore che viene accolto dalla cooperativa è costantemente monitorato. Segue scrupolosamente il progetto dello Sprar, di ogni minore si ha certezza dell’identità e tutte le autorità competenti sono sempre informati del percorso di accoglienza, formazione e integrazione che il minore sta compiendo.

Ecco perché bisogna fare attenzione a non fare di tutta l’erba un fascio. E ci riferiamo al fenomeno di accattonaggio emerso in questi ultimi mesi. Il fenomeno va individuato altrove e non certo nelle strutture di via Marco Polo.

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