L’Eremo della Quisquina rinasce: il progetto di restauro tra i vincitori del FAI

Finanziato il recupero del cortile d’accesso: un intervento che rafforza identità, turismo sostenibile e tutela...

Finanziato il recupero del cortile d’accesso: un intervento che rafforza identità, turismo sostenibile e tutela delle aree interne

Il restauro del cortile d’accesso dell’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina entra ufficialmente tra i progetti vincitori del programma nazionale del FAI “I Luoghi del Cuore”. Un riconoscimento di grande peso per il santuario seicentesco immerso nel bosco di Santo Stefano Quisquina, già abitato fino al 1985 da una comunità di eremiti e oggi tra i luoghi spirituali più significativi della Sicilia interna. L’eremo ha conquistato il quinto posto nel 12° censimento del FAI con oltre 35.800 voti, testimonianza di un legame profondo con la comunità montana. Il progetto, dal valore complessivo di 68.500 euro, punta a mettere in sicurezza e riqualificare il cortile d’ingresso, oggi in condizioni critiche e potenziale fonte di rischio per i visitatori. Il sito custodisce una storia secolare legata alla patrona di Palermo, che secondo la tradizione visse qui come eremita nel XII secolo. La devozione nacque nel 1624 con il ritrovamento della grotta e della lapide attribuita alla santa, dando avvio a un pellegrinaggio che portò alla costruzione dell’attuale complesso monastico nel 1772. Oggi l’eremo è parte dell’Itinerarium Rosaliae, il cammino di 180 chilometri che unisce la Quisquina a Monte Pellegrino. Il FAI sottolinea come l’intervento migliorerà l’accoglienza e la fruizione del sito, grazie a un contributo di 46.500 euro sostenuto da Intesa Sanpaolo e da un ampio sistema di cofinanziamenti pubblici e privati. Comune, associazioni, scuole e realtà territoriali – dal CAI Monti Sicani a Slow Food, Rotary e Pro Loco – hanno aderito al progetto, rafforzandone il valore culturale e sociale. Un passo decisivo verso un turismo sostenibile capace di contrastare la marginalizzazione delle aree interne e valorizzare uno dei luoghi più identitari della Sicilia.

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