“Ecua ostaggio della politica”: Mangiacavallo denuncia pressioni e giochi di potere

L’ex sottosegretario denuncia una gestione paralizzata: “Non interessa la collettività, ma altro” All’Empedocle Consorzio Universitario...

L’ex sottosegretario denuncia una gestione paralizzata: “Non interessa la collettività, ma altro”

All’Empedocle Consorzio Universitario di Agrigento la crisi istituzionale si trasforma in un caso politico. Dimissioni presentate e poi ritirate, nomine revocate nel giro di poche ore, CdA ricostituiti con figure vicine a deputati regionali: un intreccio che ha portato alla clamorosa esclusione di Nenè Mangiacavallo, nominato presidente dalla Regione ma mai insediato. Nell’intervista pubblicata oggi in un articolo di Fabio Russello su La Sicilia, Mangiacavallo parla senza filtri: «A questi non interessa l’Ecua né gli studenti. Vogliono solo farmi fuori». L’ex sottosegretario racconta di pressioni e tensioni politiche: «Ho sentito dire che qualcuno avrebbe minacciato di lasciare la maggioranza all’Ars. Non posso dirlo con certezza, ma molti me lo confermano». La ricostruzione dei fatti è un susseguirsi di stop, rinvii e decisioni contraddittorie. Perino si dimette a settembre, la Regione nomina Mangiacavallo, il CdA decade, l’assemblea dei soci non viene mai convocata, il vicepresidente Giovanni Ruvolo che si dimette con polemica. Nel frattempo, il presidente dimissionario continua a gestire l’ente, fino al colpo di scena del 20 gennaio: la Giunta regionale revoca la nomina di Mangiacavallo e rimette Perino al suo posto. «Non c’è rabbia, ma amarezza – afferma Nenè –. È l’ennesima prova che questa terra è irredimibile. Qui non si guarda all’interesse collettivo, ma ad altro. E presto capiremo cosa».

Qui sotto intervista completa su LA SICILIA.

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