E ORA SI PARLA DI ELEZIONI ANTICIPATE

Gli ultimi 10 giorni hanno evdienziato una crisi della maggioranza insanabile. E nessuno nasconde l’ipotesi di votare a maggio prossimo

EDITORIALE

Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. Ormai alea iacta est! Caduto il velo della discrezione, gli alleati più significativi della maggioranza che ha portato Vito Bono alla guida della città non nascondono la difficoltà di arrivare insieme a deliziarsi del prossimo panettone. Ma mentre fino a qualche giorno fa lo stile anglosassone fungeva da tenda dallo spesso tessuto, che nascondeva (quasi bene) il livello di malessere trasmettendo un’aria di ottimismo, oggi il sipario si è alzato, il gelo anglosassone si è trasformato in solarità mediterranea, mettendo bene in scena la verità: basta.

Le riunioni di maggioranza sono servite a poco, ma soprattutto l’assenza di carisma del sindaco, comandante della nave, che non ha saputo dominare il controllo della navigazione, non ha saputo tenere saldo il timone tenendo ferma la barra al centro. Vito Bono non ha saputo evitare di sbandare tra le onde che lo sballottavano a dritta e a babordo. Non ha saputo prendere le avversità del mare, imbarcando acqua costantemente. Le sue sentine non sono state in grado di far fronte alle emergenze. Del resto, l’esperienza politica del sindaco, che ha preceduto l’elezione, si è espressa nel ruolo di oppositore, collocandosi da indipendente nel suo partito di riferimento elettorale.

In buona sostanza, Vito Bono non ha mai partecipato alla vita di un partito che si incanala su regole condivise e sulla lungimiranza amalgamata con la pazienza. Il sindaco ha voluto mantenere la stessa pretesa di indipendenza nell’ambito di una coalizione il cui collante non è stata la condivisione di progetti e idee per la città, ma in maniera precipua, per battere l’ex sindaco Mario Turturici. Il deleterio “poi si vede” ha portato la nave di Bono sulla secca. Si è incagliata in modo tale che qualsiasi tentativo di tirarla fuori si rende vano e si è reso. Adesso c’è il punto di rottura, il punto del non ritorno.

Gli ultimi avvenimenti, sviluppatisi nell’arco di 10 giorni, hanno tolto la maschera dell’ipocrisia. Adesso parlare di crisi, di elezioni, non è più un tabù. La delusione di Bellanca, la risposta di Ferrara, e la replica di Grisafi, tolgono il prosciutto davanti gli occhi. Poi bisogna aggiungere la dichiarazione del parlamentare regionale del Pd, Enzo Marinello che alza steccati all’interno del Pd stesso e lancia frecciate al senatore Cusumano. Senza dimenticare le invettive scambiate nel corso delle riunioni di maggioranza. Ormai è un tutti contro tutti, ma nell’ambito della stessa maggioranza. Rullano i tamburi, le asce sono state dissotterrate da tempo. Signori, si scende. Manca solo che qualcuno della maggioranza richieda le dimissioni di qualche assessore.

Le elezioni a maggio prossimo non rientrano più nella fantapolitica. Vi sono i due più importanti partiti che compongono la maggioranza che lo sanno bene, ma soprattutto hanno ben capito che nessuna manovra serve a correggere una rotta che si è fermata sulle secche. Irrimediabilmente. Il sindaco alimenta, nella sua “autonomia”, il suo irrinunciabile collante con i suoi due “consiglieri”, fuori dall’ambito politico e dentro il professionismo. Ma si accorge che lo hanno portato a deragliare? L’ulteriore consiglio di andare avanti con una squadra di tecnici “nominati” in piena autonomia, sarebbe assai deleterio per la città.

Molto probabilmente, la bottiglia di spumante che aprirà in piazza Scandaliato, la notte di San Silvestro, sarà l’ultima da sindaco.

Intanto, per concludere con una nota di colore, sul sito del Corriere della Sera, www.corriere.it, nel link “la tua città, il sindaco di Sciacca risulta essere:

Calogero Filippo Bono, 43 anni Partito: Lista civica Professione: Specialisti in scienze e attività gestionali, commerciali e bancarie

In carica da: 08/06/2009

Anche a Milano sanno del clima politico saccense in piena turbolenza?

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