Dolore e rabbia dopo l’ennesima tragedia sulla “strada della morte”

Vittime due soccorritori sanitari che con il loro mezzo trasportavano una donna dializzata, anche lei...

Vittime due soccorritori sanitari che con il loro mezzo trasportavano una donna dializzata, anche lei morta

Profondo cordoglio e sgomento tra i colleghi di Gaspare Lo Giudice, 48 anni, e Giuseppe Badalamenti, 66, i due autisti soccorritori rimasti uccisi nel drammatico incidente avvenuto sulla statale Palermo–Agrigento. Entrambi erano figure molto conosciute e stimate per dedizione, professionalità e impegno quotidiano nel volontariato. La loro morte si aggiunge a una lunga scia di incidenti che da anni segna quel tratto di strada, spesso teatro di scontri gravi e, purtroppo, anche mortali. Solo nell’ultima settimana si sono verificati tre incidenti sulla scorrimento veloce, ribattezzata da tempo la “strada della morte”. Velocità, pioggia, asfalto scivoloso e disattenzione vengono indicati come concause, ma per molti il vero nodo resta l’assenza di interventi strutturali. «Dieci anni sono tanti, così come sono tanti i politici regionali e nazionali che non hanno mosso un dito per ripristinare la sicurezza del viadotto», è lo sfogo che circola tra operatori e cittadini, stanchi di promesse rimaste sulla carta. Lo Giudice e Badalamenti erano impegnati con l’associazione Madonie Soccorso, con sede a Campofelice di Roccella. Da lì arriva un’ondata di dolore che coinvolge l’intera comunità. «Il sindaco, l’amministrazione comunale e tutta Campofelice – dichiara il primo cittadino Giuseppe Di Maggio – si stringono al dolore delle famiglie di Gaspare e Giuseppe». Una tragedia che riapre, ancora una volta, il dibattito sulla sicurezza di una delle arterie più pericolose della Sicilia, mentre due famiglie e un’intera comunità piangono uomini che dedicavano la loro vita ad aiutare gli altri.

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