Crisi PD a Sciacca, stallo totale: il direttivo non trova la via del dialogo
Nessun passo avanti nel confronto: il sindaco resta sulle sue posizioni, la segreteria Dem valuta le prossime mosse mentre il caso arriva ai livelli regionali e nazionali
SCIACCA. La frattura tra la segreteria cittadina del Partito Democratico e il sindaco Fabio Termine appare ormai difficilmente ricomponibile. Una spaccatura profonda, che al momento non trova mediatori in grado di ricucire. Si parla di un’attenzione diretta della segretaria nazionale Elly Schlein, ma da Roma non sarebbe arrivato alcun contatto né con i dirigenti locali né con quelli regionali. Anche la riunione del direttivo Dem di ieri sera si è conclusa senza passi avanti. Termine non ha mostrato aperture al dialogo, nonostante un documento della maggioranza che lo invita a rivedere la sua posizione e prende da lui le distanze, ricordandogli che non ha azzerato la giunte come richiesto e nominato tre assessori di estrazione civica. Secondo la segreteria, il sindaco avrebbe dovuto rinnovare completamente la giunta, ma non lo ha fatto. E continua a non volerlo fare, forse confidando in un sostegno esterno da Palermo o Roma per vincere questa battaglia interna. Il primo cittadino si è presentato al direttivo senza novità e le distanze restano immutate. Anzi, qualcuno avrebbe fatto notare che i tre nuovi assessori, pur senza tessere di partito, sarebbero vicini ad ambienti di centrodestra. Una circostanza che ha irrigidito ulteriormente il confronto. La vicenda resta sospesa almeno per le prossime 48 ore, ma sarà inevitabile che qualcuno faccia un passo indietro.





