Alla ricerca di un Leopardi sconosciuto. Preziosa la ricerca degli studiosi Stefano Certa e Angela Marchica

Giacomo Leopardi in versione inedita, o meglio, sconosciuto. Un Leopardi scandagliato negli angoli più reconditi...

Giacomo Leopardi in versione inedita, o meglio, sconosciuto. Un Leopardi scandagliato negli angoli più reconditi grazie al lavoro certosino di ricerca degli studiosi e coniugi Stefano Certa e Angela Marchica

SCIACCA- Un Leopardi che non ti aspetti. Un Leopardi scandagliato in maniera scrupolosa grazie al lavoro complesso e certosino dei coniugi Stefano Certa e Angela Marchica. L’occasione è la presentazione dei volumi “Leopardi e il suo mondo” e “Giacomo Leopardi – Scienza, Filosofia e Teatro”, degli autori Certa e Marchica svoltasi sabato pomeriggio al Circolo Garibaldi di Sciacca. Un salone gremito e avvolto piacevolmente da una lettura inedita e approfondita del pensiero e dell’opera di Giacomo Leopardi. Pensiero leopardiano e opere che ci hanno accompagnato nel percorso scolastico o nelle letture di approfondimento. Ma il pregio del lavoro degli studiosi Stefano Certa e Angela Marchica sta nella profondità della ricerca. Una ricerca accompagnata da una forte curiosità di conoscere un Leopardi nelle sfaccettature meno note, o, addirittura, non note. Insomma, sabato sera si è colto un Leopardi
complesso, moderno e sorprendentemente attuale. Un Leopardi che Certa e Marchica hanno voluto scandagliare nella evoluzione anagrafica dello stesso, da bambino, da ragazzo, da adulto, da uomo. La platea numerosa, ha colto spunti di riflessione sui temi centrali delle due opere, soffermandosi in particolare sul rapporto tra scienza, filosofia, teatro e poesia nel pensiero leopardiano.
Recanati, il paese di nascita di Giacolo Leopardi, è stato meta di viaggi di ricerca e di studio dei coniugi Certa e Marchica. Un lavoro premiato da un importante riconoscimento: i due volumi sono stati accolti nella biblioteca del Museo di Casa Leopardi e sono oggi disponibili anche nel bookshop ufficiale del museo, segno del valore scientifico e divulgativo del lavoro svolto. Il lavoro di Certa e Marchica ha un ulteriore pregio: hanno scavato nella biografia del Leopardi per segnare un solco capace di comprendere l’uomo ancor prima dell’artista. Insomma, come comprendere pienamente l’immensità dell’Infinito senza avere contezza dei limiti fisici e delle soffrenze che hanno caratterizzato l’esistenza di Leopardi? E’ da questo punti doimanda che la curiosità di Certa e Marchica si riempie di sostanza, di voglia di andare oltre gli scritti. Toccare con mano i luoghi, i rumori, i paesaggi che hanno scandito l’esistenza di Leopardi. Un lavoro di ricerca, di presenza nei luoghi quasi ossessiva, ma necessaria. Viaggi a Recanati che hanno consentito a Certa e Marchica di scoprire la posizione reale della torre del passero solitario, ma anche l’ubicazione della bottega del falegname, elementi che si ritrovano nelle sue opere.
Leopardi accusò seri problemi fisici di tipo reumatico, ma anche disagi psicologici, problemi cardiaci, circolatori. Nel 1816 Leopardi era convinto di essere alla fine della sua vita. Egli morì, poi, il 14 giugno 1837. Sull’aspetto sanitario di Leopardi, interessante è stato l’intervento del cardiologo Rino Dulcimascolo. Una diagnosi a tutto campo. Dai precoci disturbi oculari alla stitichezza cronica, fino alla devastante tubercolosi ossea. Quest’ultima, sfociata nella gobba che causò una vistosa asimmetria agli arti inferiori, rendendo la gamba destra quasi il doppio della sinistra. Il cardiologo Dulcimascolo ha spiegato con l’ausilio di documenti che Leopardi morì a causa di una pericardite essudativa. Si trattò di un tamponamento cardiaco che oggi verrebbe agevolmente trattato con antibiotici e cortisone, ma che all’epoca non lasciò scampo al genio. Dunque, pericardite essudativa e non colera, un equivoco burocratico nato esclusivamente dalle rigide norme sanitarie del tempo che imposero la sepoltura nel cimitero dei colerosi.
Per il critico d’arte Tanino Bonifacio, il merito principale dei coniugi Certa è quello di aver trasformato l’apparente osticità delle Operette Morali in un unicum narrativo accessibile. Un’operazione di riscrittura che restituisce vitalità a testi complessi, rendendoli fruibili senza tradirne la profondità. Ne esce fuori un Leopardi inedito, ironico, pervaso da un sarcasmo vivace e inaspettato.
La presentazione di sabato sera è stata impreziosita dai contributi di Carmela Diliberto e Ignazio Raso e dal videomessaggio dell’attore Alfonso Veneroso, che ha emozionato il pubblico con una performance intensa e coinvolgente, capace di dare voce e corpo alle parole del poeta.

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