Ars, Di Vita e Fanara escono allo scoperto: già  in campo due candidati agrigentini

bibirria di vita 2026

Nel videopodcast di Bibbirria.it confermano la disponibilità  alla corsa per Palazzo dei Normanni. Confronto senza scintille ma con visioni opposte della politica: battaglia sulla sanità  e stop alle lottizzazioni per Di Vita, rapporto diretto con il cittadino per Fanara

SCIACCA. Ci sono già due candidati certi agrigentini alle prossime elezioni regionali in Sicilia. Nel corso di Bibbirria.it, una piattaforma editoriale multimediale agrigentina che con un videopodcast indipendente che da alcuni mesi veicola sui social temi di politica, attualità e società della provincia di Agrigento, hanno sostanzialmente esposto il proprio impegno politico alle prossime elezioni il saccense Giovanni Di Vita, noto medico dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca, e il favarese Salvatore Fanara, consigliere comunale e imprenditore del settore pompe funebri. Per il saccense si tratterà del primo coinvolgimento diretto nel panorama politico, per il secondo si tratta della seconda candidatura all’Ars dopo quella che nel 2022, con la Dc, per pochi voti non soffiò lo scranno a Carmelo Pace.

I due sono stati ospitati nel podcast condotto dal giornalista Cesare Sciabarrà ed hanno esposto la propria posizione politica. Di Vita fa parte del movimento “Controcorrente” di Ismaele La Vardera ed è stato chiamato tempo fa a guidare il dipartimento regionale sanità, il secondo ha da poco aderito al movimento Sud chiama Nord di Cateno De Luca, che in tutta la Sicilia sta recuperando trasfughi di altri partiti per prepararsi alle prossime elezioni inserendosi nella coalizione di centrodestra.

Sollecitati dal conduttore, i due non hanno smentito il loro prossimo impegno politico all’Ars nel collegio di Agrigento. Di Vita è a disposizione del movimento del leader La Vardera, che sulla sanità da mesi porta avanti tante battaglie per una svolta nella gestione di un settore che in Sicilia presenta tantissime lacune, denunciando disservizi e il ruolo preminente della politica nell’assegnazione di cariche di vertice. Fanara, che dopo la mancata elezione ha avuto grazie alla Dc un incarico all’assessorato autonomie locali, sembra invece operare nel solco del vecchio modo di fare politica, sottolineando il rapporto diretto con il cittadino e la disponibilità a risolvere i problemi personali di ognuno con un proprio impegno diretto.

Tra i due nel corso del dibattito non ci sono state scintille, seppure sia diverso il loro modo di intendere la politica, ma è apparsa evidente la diversità di vedute: “La politica deve essere al servizio dei cittadini per la soluzione dei problemi di tutta la comunità – ha detto Di Vita – per garantire un diritto, non per fare un favore. Questo deve cambiare. Noi alla protesta quotidiana, stiamo affiancando proposte strutturali. Sulla sanità abbiamo le idee chiare: i dipartimenti che abbiamo costituito sono composti da professionisti del settore. Da due anni lavoriamo al progetto Sicilia e sulla sanità diciamo con forza che dobbiamo tirare fuori la politica, che ha fatto e continua a fare tanti errori. Siamo medici, ingegneri, semplici cittadini che hanno realizzato proposte alternative. Diciamo stop alla lottizzazione politica, ci vogliono nomine meritocratiche per i vertici della sanità pubblica, eliminando spartizioni legate ai partiti di governo. E poi – ha aggiunto – pensiamo ad un rafforzamento della sanità pubblica e all’abbattimento delle liste d’attesa”.

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