Miracolo in mare: pescatore salvato dopo nove ore in acqua
La sua barca si ribalta e affonda al largo. Un 65enne viene ritrovato in vita dalla Guardia Costiera in piena notte, quando ormai le speranze si stavano affievolendo. Decisivo un salvagente acquistato appena una settimana fa.
Una giornata iniziata come una normale battuta di pesca sportiva si è trasformata in un drammatico naufragio con un epilogo che ha del miracoloso. Un diportista di 65 anni di Mazara del Vallo è stato salvato dalla Guardia Costiera dopo aver trascorso circa nove ore in mare, aggrappato alla speranza e a un salvagente che gli ha probabilmente salvato la vita. L’allarme è scattato nel pomeriggio, quando la moglie, preoccupata per il mancato rientro del marito, ha contattato la Capitaneria di porto. Le ricerche sono partite immediatamente con l’impiego della motovedetta CP 2092 e di un’imbarcazione della Lega Navale. Poco dopo è arrivata la scoperta più temuta: la barca del pescatore è stata trovata capovolta e semiaffondata a circa tre miglia dal porto. Le operazioni sono proseguite senza sosta anche con il coordinamento del Centro di soccorso marittimo di Palermo. Quando il buio ormai rendeva tutto più difficile, intorno alle 19, la svolta: il 65enne è stato individuato in mare aperto, a circa due miglia dalla costa di Quarara, in stato di ipotermia ma ancora cosciente. Secondo una prima ricostruzione, l’imbarcazione avrebbe iniziato a imbarcare acqua già intorno alle 10 del mattino, affondando in pochi istanti e senza consentire all’uomo di lanciare l’allarme. Determinante il salvagente che era riuscito a indossare poco prima di finire in acqua. Trasportato in porto e affidato ai sanitari del 118, il pescatore è stato accolto dagli applausi dei familiari. Un lieto fine che sembrava ormai impossibile.





