AICA sotto assedio giudiziario, conti bloccati per milioni di euro

Sede AICA ad Agrigento

Pignorati i rapporti bancari del gestore idrico che serve 33 Comuni. Scontro legale su un credito da 5,4 milioni, l’azienda annuncia battaglia in tribunale

Una nuova vicenda che rischia di avere pesanti ripercussioni sul servizio idrico provinciale e che ha già provocato un effetto immediato: il blocco dei rapporti bancari aziendali destinati all’operatività. È l’allarme lanciato da AICA, l’Azienda Idrica Comuni Agrigentini, che denuncia di essere stata investita da una procedura esecutiva collegata a una pretesa economica di circa 5,4 milioni di euro, con vincoli presso terzi indicati fino a 7,5 milioni di euro. Una situazione definita dall’azienda come di “eccezionale gravità”, tanto da costringere il gestore del servizio idrico integrato ad attivare tutte le contromisure giuridiche e operative disponibili per scongiurare conseguenze sulla continuità del servizio. Al centro della controversia vi è una sentenza relativa a una vicenda che coinvolgeva la storica Azienda Consortile Acquedotto Voltano, oggi Voltano S.p.A.. Secondo la parte creditrice, AICA sarebbe subentrata nei debiti della precedente struttura in applicazione dell’articolo 153 del decreto legislativo 152 del 2006. Una ricostruzione che l’azienda respinge però in maniera netta, sostenendo di non poter essere chiamata a rispondere di passività riferite a un soggetto giuridico differente e rivendicando l’assenza dei presupposti necessari per l’estensione del debito. Lo scontro si sposta ora nelle aule giudiziarie. AICA ha formalmente impugnato sia il precetto sia la procedura esecutiva, chiedendone la sospensione. La questione sarà esaminata dal giudice competente il prossimo 22 ottobre, data nella quale si terrà l’udienza chiamata a decidere sulle richieste avanzate dall’azienda.

Nel frattempo, però, gli effetti del provvedimento si fanno già sentire. Il gestore denuncia infatti che una pretesa ritenuta infondata e immediatamente contestata abbia determinato il congelamento dei rapporti bancari utilizzati per la gestione ordinaria dell’attività aziendale. Un fatto che AICA giudica sproporzionato, soprattutto considerando il ruolo strategico svolto dall’ente nella gestione dell’acqua potabile in ben 33 Comuni della provincia di Agrigento. L’azienda prova comunque a rassicurare cittadini, imprese e fornitori. Al momento, viene spiegato, non risultano interruzioni generalizzate nell’erogazione del servizio e sono state attivate tutte le misure possibili per limitare le conseguenze del blocco finanziario. Parallelamente sono allo studio ulteriori iniziative giudiziarie, anche in sede penale, per tutelare il patrimonio aziendale e garantire la continuità operativa. La linea annunciata dal gestore è particolarmente dura. AICA fa sapere di voler procedere in tutte le sedi competenti per ottenere il risarcimento integrale dei danni subiti e di quelli che potrebbero derivare dalla vicenda, chiedendo inoltre che vengano accertate eventuali responsabilità legate alla procedura che ha portato al blocco dei conti.

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