Olio dei Monti Sicani, è scontro: olivicoltori in sciopero, minacciano blocchi stradali e marcia su Palermo

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Assemblea infuocata al casello di Burgio. Confermato lo stop alla raccolta per tutta la settimana. Ultimatum alla filiera: tavolo entro venerdì o scatta la protesta dura

BURGIO – Clima teso e toni accesi al Casello Ferroviario di Burgio, dove ieri sera si sono riuniti gli olivicoltori dei Monti Sicani. Grande partecipazione, ma soprattutto molta rabbia per il prezzo dell’olio EVO, giudicato non remunerativo. Un’assemblea animata, a tratti incandescente, che ha messo sul tavolo il futuro di un intero comparto. Il Comitato per la Difesa della Produzione dell’Olio EVO ha confermato la linea dura: per tutta la settimana prosegue lo sciopero della raccolta. Le olive resteranno sugli alberi finché non arriverà una risposta concreta. Sul piatto tre richieste chiare emerse con forza dall’assemblea: creare nuove forme associative radicate nel territorio, spingere sulla vendita diretta e ottenere una Dop più identitaria, integrando la Val di Mazara con la dicitura aggiuntiva “Biancolilla e Cerasuola dei Monti Sicani”. Ma la decisione più politica è un’altra. Il Comitato lancia un ultimatum a frantoiani e commercianti: incontro urgente entro la fine della settimana per fissare un prezzo minimo condiviso dell’olio. Un tavolo d’intesa per provare a ricucire una filiera spaccata e riportare serenità. Se la convocazione non arriverà, la protesta cambierà passo. Annunciati presidi e blocchi sulle principali strade del territorio e una grande manifestazione a Palermo davanti all’Ars.

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