Ex ospedale, 24 anni persi: nel 2007 il Consiglio aveva già indicato la strada del parcheggio, ma la Regione non ascoltò

Ospedale-via-Figuli

La vicenda, al di là del singolo episodio, racconta il peso politico che Sciacca è riuscita ad esercitare nei confronti della Regione negli ultimi decenni.

Una mozione approvata diciannove anni fa chiedeva l’acquisizione e la riconversione dell’immobile di via Figuli in area di sosta. Oggi la Regione annuncia la stessa soluzione nell’ambito del rilancio delle Terme. Nel frattempo degrado, abbandono e promesse rimaste sulla carta. La notizia arrivata nei giorni scorsi dalla Regione Siciliana, che ha inserito l’ex ospedale di via Figuli tra le aree destinate a diventare parcheggio a servizio del futuro rilancio delle Terme, ha il sapore amaro delle occasioni perdute. Perché quella che oggi viene presentata come una scelta strategica era già stata individuata quasi vent’anni fa dal Consiglio comunale di Sciacca. La redazione ha recuperato una mozione d’indirizzo datata 29 marzo 2007, primo firmatario l’allora consigliere Salvatore Mandracchia, nella quale l’aula chiedeva esplicitamente di acquisire i locali del vecchio ospedale e riconvertirli in un’area di parcheggio, anche multipiano. Un documento che, letto oggi, appare quasi profetico. All’epoca l’immobile era chiuso da appena sei anni. Nel testo della mozione si evidenziava come la struttura fosse già “in preda al più evidente degrado” e rappresentasse un pessimo biglietto da visita all’ingresso della città. Si sottolineava inoltre la cronica carenza di parcheggi nel centro urbano e la necessità di reperire nuove aree di sosta per alleggerire la congestione del traffico. Non solo. Il Consiglio comunale impegnava l’amministrazione ad attivarsi per acquisire il bene, individuare i finanziamenti attraverso fondi comunitari e ministeriali e predisporre addirittura un progetto esecutivo. Una visione chiara, messa nero su bianco e approvata dall’assemblea cittadina. Quella mozione immaginiamo che alla Regione sia stata inviata. Da allora, però, il nulla. La Regione Siciliana, proprietaria dell’immobile, ha lasciato trascorrere altri diciannove anni senza che quella indicazione producesse alcun effetto concreto. L’ex ospedale è rimasto lì, sempre più degradato, simbolo di una lunga stagione di immobilismo politico e amministrativo che ha riguardato non soltanto via Figuli, ma numerosi beni pubblici della città. Oggi, a distanza di ventiquattro anni dalla chiusura definitiva dell’ospedale, si torna esattamente al punto da cui si era partiti. L’idea del parcheggio viene riproposta come soluzione funzionale alla riqualificazione del complesso termale. Una decisione che, inevitabilmente, riporta alla memoria quella mozione del 2007 e solleva interrogativi pesanti sull’efficacia degli atti approvati dal Consiglio comunale. La vicenda racconta infatti molto più del destino di un edificio. Racconta il peso politico che Sciacca è riuscita ad esercitare nei confronti della Regione negli ultimi decenni. Per quasi un quarto di secolo un immobile strategico è stato lasciato all’incuria senza che si riuscisse a trasformare in realtà una proposta già condivisa e formalizzata dalle istituzioni locali. Oggi il progetto torna d’attualità. Ma la domanda resta inevitabile: se quella era la soluzione giusta, e lo era già nel 2007, perché sono serviti diciannove anni di silenzi e ventiquattro anni di abbandono per arrivare alla stessa conclusione? A pagare il prezzo più alto, ancora una volta, è stata Sciacca, costretta ad assistere al lento degrado di un bene pubblico che avrebbe potuto essere recuperato da tempo e messo al servizio della città.

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