Stipendi d’oro per vertici ex Province: è bufera a Palazzo dei Normanni
L’emendamento è arrivato un po’ a sorpresa, firmato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Assenza. Si spacca il Pd
Indennità d’oro per i presidenti delle ex Province, ore inchiodate al part-time per i precari. È su questo divario che si è fermata ieri la Commissione Bilancio all’Ars. Salta l’approvazione delle variazioni di bilancio entro oggi, i deputati si rivedranno lunedì. Rischio slittamento per una manovra che deve essere spesa entro il 31 dicembre. A scatenare la bufera, la norma di Giorgio Assenza (FdI) che aumenta gli stipendi dei vertici dei Liberi Consorzi, già bocciata a maggio e ora ripassata. Lo stipendio di Agrigento schizza da 4.000 a 9.660 euro, Enna da 3.000 a 9.660, Siracusa da 2.208 a 11.000. A votare a favore della norma, oltre alla maggioranza, sono stati i deputati del Pd presenti in commissione. Contrari i 5 Stelle, con Nuccio di Paola che ha provato a sbarrare la strada alla norma, e Controcorrente. Il governo invece si era rimesso al voto della commissione, un modo per non prendere posizione su una questione cara a Fratelli d’Italia che aveva già provato in passato a far approvare questa norma. Il voto del Pd ha provocato una violenta polemica interna fra Antonello Cracolici (che secondo i presenti avrebbe votato a favore) e il compagno di partito Nello Dipasquale (contrario). “Siamo all’ennesima follia del governo Schifani” – ha detto Ismaele La Vardera. Per Angelo Cambiano, “qui si pensa solo a garantire certa politica, per i quali i soldi si trovano sempre, mentre gran parte dei nostri emendamenti sono stati bocciati per mancanza di fondi». Per Di Paola, dei 5 Stelle, «mentre la Sicilia affoga e mancano i soldi per tutto e per tutti, la maggioranza cosa fa? Approva, nel contesto delle variazione di bilancio, un emendamento che aumenta i costi relativi ai presidenti e ai consiglieri dei Liberi Consorzi”.





