A Sciacca cantiere fermo al porto e disagi in centro: Bellanca incalza il Sindaco
Opera da 8 milioni bloccata, area portuale nel degrado e via Gaie di Garaffe senza asfalto: il consigliere chiede chiarimenti su ritardi, rischi per i finanziamenti e tutela del territorio.
Il consigliere comunale Filippo Bellanca ha presentato un’interrogazione sullo stato del cantiere della banchina di riva nord del porto di Sciacca, fermo da mesi nonostante un finanziamento pubblico di circa 8 milioni di euro. L’area, denuncia, si trova in condizioni di abbandono e degrado, con recinzioni divelte, rifiuti, vegetazione incolta e potenziali rischi per la sicurezza. Residenti e operatori economici hanno già diffidato gli enti competenti chiedendo interventi urgenti, mentre le attività della zona subiscono danni economici e d’immagine. Bellanca richiama anche la situazione di via Gaie di Garaffe, dove i lavori del collettore fognario risultano conclusi ma la strada è stata lasciata con il solo strato cementizio. La mancata asfaltatura definitiva sta causando polvere, disagi e criticità igienico-ambientali in una delle aree più frequentate dai turisti, a ridosso dell’attivazione della ZTL estiva. Gli interventi dell’Amministrazione, afferma, si sarebbero limitati a scerbature episodiche, “insufficienti e non risolutive”. Nell’interrogazione Bellanca ricorda che, pur trattandosi di opere in capo a enti sovracomunali, il Sindaco ha il dovere istituzionale di attivare tutti gli strumenti normativi per tutelare la comunità: sollecitazioni formali, ordinanze urgenti, conferenze di servizi e ogni azione utile a difendere gli interessi del territorio. Il consigliere chiede quindi chiarimenti su “stato e cause dello stallo del cantiere portuale; eventuali rischi di perdita dei finanziamenti; azioni urgenti per la messa in sicurezza dell’area; interlocuzioni con Regione e Autorità competenti; motivi del mancato ripristino di via Gaie di Garaffe e tempi per l’asfaltatura definitiva; iniziative concrete del Sindaco per garantire tutela e decoro urbano. Occorre un intervento “determinato e tempestivo” – conclude – a fronte di criticità che, a suo giudizio, non possono più essere ignorate”.





