Mobilitazioni antimilitariste il 2 giugno: comitati e movimenti uniti contro la militarizzazione dei territori
Dal No MUOS ai comitati sardi, fino ai movimenti di Pisa e Vicenza: nasce una giornata nazionale di protesta contro basi, servitù militari e infrastrutture strategiche legate alla guerra.
Cresce il fronte antimilitarista italiano e sceglie una data simbolica: il 2 giugno, Festa della Repubblica. Diverse realtà, dai comitati sardi di A Foras ai movimenti No MUOS e No Base, fino ai gruppi di Pisa, Pontedera e Vicenza, lanciano una mobilitazione diffusa contro quella che definiscono una “militarizzazione crescente dei territori e della società”. L’appello nasce dal confronto tra movimenti attivi da anni contro basi militari, infrastrutture belliche, servitù e logiche di guerra. L’obiettivo è costruire una giornata di iniziative coordinate, capace di unire esperienze territoriali diverse ma accomunate dalla convinzione che la militarizzazione non sia un fenomeno episodico, bensì un processo strutturale che incide su ambiente, democrazia ed economie locali. I promotori citano i principali nodi critici: dalle basi di Sigonella e Aviano agli hub logistici e portuali collegati alla NATO, dal MUOS in Sicilia ai poligoni militari della Sardegna, fino alla diffusione degli F‑35 e all’integrazione crescente tra industria civile e produzione bellica. Una dinamica che, secondo i promotori, sottrae risorse pubbliche a sanità, istruzione e servizi essenziali. Le realtà aderenti denunciano anche gli impatti ambientali e sanitari: consumo di suolo, inquinamento, traffico militare, rischi legati a carburanti e munizioni, esercitazioni e voli supersonici che coinvolgono intere comunità. Nel mirino anche il ruolo strategico di porti e grandi opere civili, considerate sempre più integrate nelle reti logistiche della guerra. In quest’ottica, infrastrutture come il TAV o il Ponte sullo Stretto vengono lette anche per le loro potenziali funzioni militari. Per il 2 giugno sono previste iniziative territoriali autonome: presidi, flash mob, manifestazioni e azioni pubbliche davanti a basi, porti, poligoni e simboli della militarizzazione. Ogni comitato agirà secondo le proprie modalità, dentro una cornice comune.





