Sigonella, lo stop dell’Italia agli Usa apre un caso politico-diplomatico
Il Ministro Crosetto nega l’autorizzazione ai bombardieri americani: mancata richiesta formale e trattati non applicabili. Reazioni e tensioni sul ruolo dell’Italia nello scacchiere internazionale.
L’Italia ha bloccato l’uso della base di Sigonella da parte degli Stati Uniti dopo che alcuni asset aerei americani avevano comunicato il piano di volo solo a operazione già avviata. Come riportato dal Corriere e confermato da fonti qualificate, i velivoli — bombardieri diretti verso il Medio Oriente — avrebbero dovuto atterrare in Sicilia senza alcuna preventiva autorizzazione né consultazione con i vertici militari italiani. Le verifiche del ministero della Difesa hanno chiarito che non si trattava di voli logistici o previsti dagli accordi bilaterali. Per questo il ministro Guido Crosetto ha negato l’autorizzazione, ricordando che operazioni di tale natura richiedono un passaggio parlamentare e non possono essere gestite con una comunicazione arrivata “aerei già in volo”.
L’episodio si inserisce in un contesto internazionale particolarmente teso, con Sigonella al centro delle dinamiche militari legate al conflitto in Medio Oriente. Mentre Roma mantiene un profilo prudente, Madrid ha già opposto un rifiuto netto a richieste analoghe. Sul fronte politico interno, Carlo Calenda ha dichiarato che «non c’è ragione di un approccio sottomesso» verso Washington e che «è giusto non concedere le basi» in assenza di procedure chiare. Il leader di Azione ha inoltre criticato la linea del governo, sostenendo che la vicinanza della premier a Donald Trump abbia indebolito la posizione italiana e auspicando che l’esito del referendum possa favorire una svolta verso un’Europa più autonoma e coesa.





