Carburanti: taglio immediato delle accise. Il governo accelera ma per l’opposizione è mossa elettorale

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Il decreto entra in vigore in 24 ore: riduzione di 25 centesimi al litro. ma l’opposizione parla di mossa elettorale. Si va dal bonus carburanti alla social card, fino al tetto ai prezzi

Iter rapidissimo per il decreto carburanti: approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri e pubblicato in Gazzetta il 18 marzo, il taglio delle accise di 25 centesimi al litro è operativo già dal 19 marzo. La premier Giorgia Meloni definisce la misura un intervento “anti-speculazione”, pensato per frenare aumenti ritenuti ingiustificati e sostenere famiglie e imprese in una fase di forte instabilità dei prezzi. Il provvedimento, costato oltre mezzo miliardo, arriva dopo una giornata di riunioni tra Mef, Mase e Palazzo Chigi per definire un pacchetto che la premier voleva chiudere prima del vertice europeo. Diverse le ipotesi valutate: dal bonus carburanti alla social card, fino al tetto ai prezzi proposto da Matteo Salvini dopo un incontro con i petrolieri. L’idea viene scartata per problemi di concorrenza, e si opta per un taglio delle accise valido 20 giorni, con possibile proroga. Il decreto rafforza anche i poteri ispettivi di Mister Prezzi e introduce sanzioni per distributori e fornitori che dovessero speculare. Per autotrasportatori e pesca torna il credito d’imposta già utilizzato all’inizio della guerra in Ucraina. Ma l’intervento accende subito lo scontro politico. Il Pd denuncia un provvedimento “elettorale”, a tre giorni dal referendum, mentre nella maggioranza si apre una corsa a intestarsi il risultato: Salvini annuncia per primo il taglio in tv, Tajani diffonde un video, e infine Meloni interviene al Tg1 e sui social rivendicando che l’Italia ha contenuto meglio di altri Paesi europei l’impatto dei rincari. Un decreto immediato, dunque, ma accompagnato da un clima di forte tensione e da accuse incrociate.