UE-MAROCCO: IDV, DA ACCORDO SOLO RICADUTE NEGATIVE VOTO CONTRARIO PER TUTELARE ECONOMIE AGROPASTORALI ITALIA

“Il Gruppo Italia dei Valori ha opportunamente votato contro l’accordo approvato oggi dal Parlamento Europeo tra Unione Europea e Marocco sulla liberalizzazione reciproca dei prodotti agricoli e della pesca”. Lo conferma il deputato Ignazio Messina, responsabile Nazionale del Dipartimento IDV Agricoltura e Pesca.

“Come ha giustamente sostenuto presso i consessi europei il nostro europarlamentare Giommaria Uggias, riteniamo che questo accordo sottoponga il mercato italiano a ricadute economiche negative e che incida soprattutto sui territori maggiormente a vocazione agricola e pastorale. Non e’ accettabile – sostiene Messina – l’immissione sul mercato di prodotti con prezzi piu’ bassi, dovuti al mancato rispetto di standard di protezione ambientale e a condizioni di lavoro e fitosanitarie come quelle delle lavorazioni marocchine decisamente inferiori rispetto a quelle europee”.

 “A subire maggiormente le conseguenze di questo accordo non saranno i Paesi del Nord Europa ma i Paesi europei del Mediterraneo, che dovranno competere al ribasso su produzioni come quelle delle arance o dei pomodori. Le nostre economie – continua il deputato – subiranno gli effetti di uno squilibrio esistente tra i possibili benefici di lungo termine per le grandi imprese di esportazione e i rischi che questa intesa implica nel breve periodo per i piccoli produttori agricoli”.

“Certamente l’Ue tende a stipulare questi accordi per aprirsi a nuovi mercati e per incrementare le proprie esportazioni e capiamo anche le ragioni politiche sottese a quest’accordo ma queste aperture non possono penalizzare l’economia di intere aree comunitarie, soprattutto alla luce dell’attuale congiuntura economica recessiva. Per questo motivo – conclude Messina – seppur riconoscendo le buone intenzioni delle autorita’ comunitarie nel proporre una tale intesa, sostengo fermamente la posizione contraria assunta dal Gruppo Italia dei Valori presso il parlamento europeo perche’ occorre, in questo difficile momento, dare priorita’ agli interessi dei nostri produttori locali che faticano a stare nel mercato e a reggere l’urto della concorrenza delle economie emergenti”.

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