Terme di Sciacca, 11 anni di attesa: il volano spento della città

stabilimento terme con scritta chiuso

Domani mattina comitato civico davanti alla porta sbarrata dello stabilimento per un atto simbolico e di resistenza civile

Undici anni dopo la chiusura delle Terme di Sciacca, il grande complesso che per decenni ha rappresentato il cuore economico, turistico e identitario della città resta ancora sbarrato. L’11º anniversario cade domani, 6 marzo 2026, e trova la comunità saccense davanti a un paradosso: mentre la Regione rilancia bandi e avvisi per la riqualificazione, lo stabilimento, ed in particolare gli impianti, continuano a deteriorarsi, simbolo di un’occasione mancata e di una gestione istituzionale che non ha ancora prodotto risultati concreti. Negli ultimi mesi il governo regionale ha pubblicato un nuovo avviso esplorativo per la riqualificazione del complesso, con un investimento previsto di 50 milioni di euro e una concessione fino a 99 anni, pensata per attirare operatori privati dopo il fallimento dei precedenti tentativi. Le proposte dovevano arrivare entro il 27 febbraio 2026 ma sono state rinviate ad aprile. La città resta sospesa tra speranza e scetticismo: già in passato bandi analoghi si sono chiusi senza offerte, lasciando il territorio in un limbo che dura ormai da più di un decennio. Nel frattempo, l’area termale, un patrimonio architettonico e naturalistico unico, costruito attorno alle storiche stufe vaporose e alle acque sulfuree, continua a subire gli effetti dell’abbandono: infiltrazioni, degrado, furti di materiali, vegetazione che avanza. Ogni anno che passa aumenta il costo della futura riqualificazione e diminuisce la competitività di Sciacca nel mercato del turismo del benessere, un settore in forte crescita altrove.

In questo scenario, la società civile prova a colmare il vuoto lasciato dalle istituzioni. Domani mattina, a partire dalle 10, una rappresentanza del Comitato Civico Patrimonio Termale di Sciacca sarà presente davanti alla porta chiusa dello stabilimento. L’iniziativa vuole trasformare l’anniversario in un momento di informazione pubblica: i membri del direttivo offriranno ai cittadini chiarimenti, aggiornamenti e spiegazioni sulle ultime novità della vicenda termale, mantenendo viva l’attenzione su un bene che appartiene alla comunità e che rischia di essere dimenticato. Il Comitato, da anni impegnato in attività di sensibilizzazione, denuncia la distanza tra gli annunci e i fatti, chiedendo trasparenza sui passaggi amministrativi, tempi certi e un coinvolgimento reale della città nelle scelte strategiche. La loro presenza davanti ai cancelli chiusi è un gesto simbolico ma anche un atto di resistenza civile: ricordare che le Terme non sono un rudere da archiviare, ma un pezzo essenziale dell’identità e dell’economia saccense.