Stazzone: quattro esposti per l’inquinamento e le vasche sfondate - Corriere di Sciacca

Stazzone: quattro esposti per l’inquinamento e le vasche sfondate

stazzone 2026

Brucculeri e Blò denunciano: “5,8 milioni spesi, ma la spiaggia resta chiusa. Intervengano le autorità”

Quattro esposti a NOE, Procura di Sciacca, ARPA Sicilia e Commissione Europea per denunciare il perdurante inquinamento della spiaggia dello Stazzone e l’assenza di interventi risolutivi a due mesi dalla dichiarata conclusione dei lavori fognari. A presentarli sono i consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò del Movimento Controcorrente, mentre la spiaggia urbana più vicina al centro storico resta interdetta alla balneazione per il quinto anno consecutivo. I due sostengono che nonostante i 5,8 milioni di euro di fondi europei investiti nella nuova rete fognaria e gli annunci istituzionali del marzo 2026, il Sindaco ha firmato una nuova ordinanza di divieto il 28 aprile. Le immagini raccolte dai consiglieri mostrano pozze di acque nere sulla battigia e, soprattutto, vasche di cantiere con guaine impermeabilizzanti in HDPE lacerate: un danno che, secondo la segnalazione, trasformerebbe i contenitori in punti di sversamento diretto nel suolo costiero. Gli esposti chiedono l’accertamento delle responsabilità dei vertici comunali, di AICA e del cantiere, richiamando possibili violazioni del Codice dell’Ambiente e della normativa sugli ecoreati. Controcorrente sollecita interventi urgenti entro sette giorni: svuotamento delle vasche, bonifica dell’area, campionamenti ARPA e pubblicazione dei verbali di collaudo. La chiusura dello Stazzone, stimano i consiglieri, produce ogni anno un danno economico rilevante per turismo, immobiliare e filiera ittica. Da qui anche il reclamo alla Commissione Europea, che dovrà valutare lo scarto tra opere dichiarate concluse e divieto ancora in vigore.

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