Ponte sullo Stretto, il Tar dichiara inammissibili i ricorsi: ambientalisti pronti a rilanciare la battaglia
PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA PLASTICO
Respinte le impugnazioni di enti locali e associazioni, ma Wwf, Legambiente e Lipu rivendicano: “Decisione solo procedurale, il merito resta aperto”
Il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati a fine 2024 dal Comune di Villa San Giovanni, dalla Città metropolitana di Reggio Calabria e da diverse associazioni ambientaliste contro il progetto del ponte sullo Stretto. A comunicarlo è la società Stretto di Messina, che sottolinea come i giudici abbiano confermato l’impianto normativo seguito dalle amministrazioni, riconoscendo al Cipess la competenza sulla valutazione di compatibilità ambientale dell’opera, considerata infrastruttura strategica. I ricorsi miravano ad annullare il parere favorevole della Commissione Via/Vas del novembre 2024 e la delibera della Presidenza del Consiglio del 2025 relativa alla relazione Iropi, oltre a vari atti collegati. Il Tar ha ritenuto le impugnazioni non ammissibili, richiamando anche un precedente della Corte di giustizia europea. Ma le associazioni ambientaliste non parlano di sconfitta. In una nota congiunta, Wwf, Legambiente e Lipu evidenziano che la decisione è “puramente procedurale” e che lo stesso Tar riconosce la legittimità della loro strategia difensiva. I giudici, infatti, ricordano che la futura delibera del Cipess dovrà essere accompagnata da un “rigoroso assolvimento dell’onere motivazionale”, soprattutto per opere di tale portata. Le associazioni ribadiscono quindi tutte le contestazioni di merito — ambientali, costituzionali e comunitarie — e annunciano che le riproporranno nel ricorso contro la delibera Cipess. Una partita tutt’altro che chiusa, con un fronte ambientalista deciso a proseguire la battaglia e un clima di polemica che continua ad accompagnare il progetto del ponte.





