Lo scontro Siciliacque–Aica prosegue e la Regione temporeggia
La trattativa salta, Aica e Siciliacque ai ferri corti. La proposta transattiva rigettata dal gestore del servizio idrico in provincia
La crisi tra Siciliacque e Aica è ormai fuori controllo e la Regione Siciliana non può più limitarsi al ruolo di arbitro. Il tavolo “conciliativo” che avrebbe dovuto stemperare le tensioni si è rivelato un’illusione: lo scontro è riesploso con maggiore durezza. Siciliacque ha presentato una proposta transattiva che prevede l’estinzione di 23,5 milioni di debito tramite 20 milioni anticipati dalla Regione e 3,5 milioni da rateizzare, oltre al taglio del 50% degli interessi. Ma Aica ha respinto l’offerta in poche ore, denunciando un’impostazione “esattiva”, un aut aut che – sostiene – mette a rischio un servizio pubblico essenziale. La società consortile ribatte che non può rinunciare al capitale senza compromettere il proprio equilibrio finanziario, già sotto osservazione. Aica, invece, rivendica un percorso di risanamento e accusa Siciliacque di diffondere valutazioni “inappropriate” e fuorvianti. Intanto il tempo passa, i debiti crescono e il sistema idrico agrigentino resta ostaggio di un braccio di ferro che rischia di esplodere. Il governo regionale è ora chiamato a intervenire con decisione: senza una regia politica forte, la vertenza rischia di trasformarsi nell’ennesima emergenza strutturale siciliana, pagata – ancora una volta – dai cittadini.





