Da Lampedusa un singolare invito a papa Francesco. Lo ha rivolto in una lettera pubblicata sul portale Migrantes il parroco della parrocchia di San Gerlando, don Stefano Nastasi. Il sacerdote, immaginando nelle lacrime del Papa al momento dell’elezione quelle dei migranti che dall’Africa giungono nella piccola isola del Mediterraneo, si rivolge al Pontefice per affidargli quei poveri che i lampedusani hanno più volte soccorso in mare. «Essendo lui un figlio dell’emigrazione, o di emigrati allora l’ho sentito particolarmente vicino alla nostra realtà; da lì nasce l’idea di scrivere», dice don Nastasi alla Radio Vaticana. «Ho voluto immaginare che nelle sue lacrime ci fossero anche le nostre lacrime: sicuramente le sue sono lacrime di commozione al momento dell’elezione, ma in quelle lacrime ho voluto leggere ed immaginare le nostre lacrime in generale di sofferenza quotidiana, degli isolani, degli immigrati, di ogni uomo e di ogni donna dai diversi angoli della terra», spiega. Il parroco di Lampedusa rivolge quindi «un invito filiale a Sua Santità, Papa Francesco, quale Vescovo di Roma che presiede nella carità la Chiesa nel mondo: perchè possa visitare questo estremo lembo di terra che risulta geograficamente la periferia dell’Italia, o il confine tra l’Europa e l’Africa; però, nello stesso tempo, è la porta prima per chi proviene dal Sud verso l’Europa. Venga in mezzo a noi e sarà Padre tra i figli».

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