CROLLO PONTE: STAMATTINA LA CONFERENZA DI SERVIZI PER APPROVARE IL PROGETTO. SONO TARSCORSI 19 GIORNI

Stamattina si svolge ad Agrigento la conferenza dei servizi per l’approvazione del progetto inerente la soluzione provvisoria per ripristinare il traffico sul ponticello del Verdura crollato lo scorso 2 febbraio, cioè 19 giorni fa. Sulla soluzione adottata dall’Anas abbiamo scritto “fiumi” di considerazioni, confortate da professionisti che hanno anche svolto docenza all’Università di Palermo, proprio sulla materia di costruzione dei ponti. E’ inutile ripetere ciò che abbiamo scritto in abbondanza. Ciò che è scritto rimane. Staremo a vedere.

Tuttavia, non possiamo non constatare che solo 19 giorni dopo il crollo, il progetto per ripristinare una trentina di metri di arteria interrotta viene sottoposto all’approvazione. Diciannove giorni rappresentano un’eternità rispetto alle esigenze di un territorio e di una popolazione sottoposti a disagi immani e a danni incalcolabili. Senza dimenticare l’isolamento sanitario cui è sottoposto il territorio stesso. E’ proprio l’Anas a condurre le redini temporali.

La stessa società che è nel mirino delle indagini della magistratura. E’ opinione diffusa che il crollo è la conseguenza di manutenzioni non in linea con le esigenze del luogo. Un ponte di quasi 140 anni edificato sull’alveo di un fiume. Quell’Anas che ha creato immensi disagi sulla SS115, da Sciacca fino alla contrada “Chiana”, passando per “Bordea”. Lavori di messa in sicurezza degli svincoli che si sono raddoppiati nel tempo e che hanno creato disagi incredibili alle popolazioni. Tanto è vero che sono sorti diversi comitati.

Quell’Anas che ha chiuso il ponte del Belice per due anni. Quel ponte che ancora oggi mostra a vista d’occhio il ferro arrugginito che fuoriesce dal cemento. Il crollo del ponticello del Verdura ha messo a nudo una realtà datata, arretrata, del sistema viario della nostra zona. Ci meraviglia anche la Protezione Civile. Non ha saputo considerare i disagi causati da crollo di quel ponticello.

E’ stato evidente, sulla pelle dei cittadini e degli operatori commerciali e agricoli, che non vi era consapevolezza di un percorso alternativo capace di fronteggiare bene l’emergenza. Il percorso alternativo usato è un misto di trazzere e mulattiere. Sono strade provinciali e statali.

Ecco, la nostra rete di trasporti quale è. Essa rappresenta anche l’inadeguatezza di una classe politica che non ha mai saputo risolvere la grave carenza infrastrutturale. Sono già trascorsi 19 giorni.

E non siamo neanche all’inizio. Che tristezza.

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