Caro-carburante, mozione gruppo Pd all’Ars

carburante e banconote

Catanzaro: “Governo regionale chieda applicazione articolo 36 dello Statuto per calmierare il costo di benzina e gasolio nell’isola”



“L’attuale crisi energetica generata dal conflitto in Medio Oriente ha spinto i prezzi di benzina e gasolio oltre i due euro al litro, determinando una situazione insostenibile per le famiglie e le imprese siciliane. Il governo regionale non può rimanere immobile di fronte a questa emergenza economia e sociale, chiediamo quindi di attivare tutte le interlocuzioni istituzionali necessarie alla piena applicazione dell’articolo 36 dello Statuto Siciliano, che permetterebbe alla Regione di trattenere una quota delle accise sui carburanti raffinati nell’isola che rappresenta circa il 25% del fabbisogno nazionale”. Lo dice Michele Catanzaro, capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea regionale siciliana, che ha presentato una mozione che impegna il governo guidato dal presidente della Regione Renato Schifani ad avviare un confronto con il governo nazionale finalizzato al riconoscimento alla Regione Siciliana di una quota delle accise sui prodotti petroliferi raffinati nell’isola o destinati al mercato nazionale, anche a fini di ristoro per i danni ambientali e sanitari patiti dal territorio per la presenza del più grande polo petrolchimico del Mediterraneo compreso tra Augusta, Priolo Gargallo, Melilli e Siracusa. “La piena attuazione dell’articolo 36 dello Statuto della Regione – aggiunge Catanzaro – permetterebbe di attivare un fondo da utilizzare per calmierare il costo del carburante nell’isola e per mettere in campo misure di sostegno e ristoro destinate a famiglie, imprese e settori maggiormente colpiti dall’aumento dei prezzi di benzina e gasolio, ad iniziare da agricoltura, pesca e commercio”. “Attualmente – si legge nella mozione, firmata anche da tutti i deputati del gruppo Pd all’Ars – il costo alla pompa per ogni litro di carburante è determinato per il 59% dalla quota fiscale, composta da accise e Iva, con un gettito per lo Stato che si aggira sui 24 miliardi annui. Eppure nessuna quota specifica è riconosciuta alla Regione Siciliana per compensare gli svantaggi ambientali e sanitari patiti dal territorio per le attività di raffinazione”.