Carmelo Pace e l’imprenditore Vetro fuori dall’inchiesta su Cuffaro. Cade l’associazione a delinquere
Restano accuse di corruzione e traffico di influenze. Otto indagati e una società verso il processo
La Procura di Palermo ha chiuso le indagini sul presunto “comitato d’affari” che, secondo gli inquirenti, avrebbe fatto capo all’ex presidente della Regione Totò Cuffaro. Un sistema capace di orientare nomine e appalti nella sanità e nella pubblica amministrazione attraverso pressioni, scambi di favori e influenze indebite. Il provvedimento, firmato dai pm Claudio Camilleri e Andrea Zoppi, anticipa la richiesta di rinvio a giudizio. Il quadro accusatorio, però, esce ridimensionato rispetto alle prime ipotesi. Scompare l’associazione a delinquere inizialmente contestata a Cuffaro, al suo storico collaboratore Vito Raso, al faccendiere Antonio Abbonato e al deputato regionale Carmelo Pace. Proprio Pace, già “salvato” da gip e Riesame, viene definitivamente escluso dall’indagine. Stessa sorte per l’imprenditore favarese Alessandro Vetro, accusato di una presunta mazzetta da 25 mila euro, e per il dirigente del Consorzio di bonifica Tomasino, che non compare più tra gli indagati.
A rischiare il processo sono ora otto persone: Ferdinando Aiello, Roberto Colletti, Salvatore Cuffaro, Marco Dammone, Antonio Iacono, Mauro Marchese, Sergio Mazzola e Vito Raso. Sotto inchiesta anche la società Dussmann Service Srl. Per Cuffaro l’accusa principale è il traffico illecito di influenze: avrebbe fatto da mediatore con i vertici dell’Asp di Siracusa per favorire la Dussmann in una gara sui servizi di ausiliariato e reception. Una contestazione che coinvolge anche Marchese, Dammone e Aiello, ritenuti gli intermediari dell’azienda. L’ex governatore deve rispondere anche di corruzione nella vicenda delle tracce anticipate del concorso per la stabilizzazione di 15 operatori socio-sanitari al Villa Sofia di Palermo. Secondo la Procura, alcuni candidati “segnalati” avrebbero ricevuto in anticipo le prove grazie alla complicità di dirigenti interni. In cambio, Colletti avrebbe ottenuto la conferma alla guida dell’azienda ospedaliera e Iacono la promessa di un incarico apicale. Un’inchiesta che cambia forma, ma che continua a ruotare attorno a un presunto sistema di relazioni e scambi di favori ai vertici della sanità siciliana.





