ATO IDRICO: “NON CI SONO GLI ESTREMI PER RISOLUZIONE CONTRATTO”

Questa la conclusione della Commissione consiliare d’inchiesta sul servizio idrico

La relazione è di 36 pagine, molte di premessa di spiegazione del metodo utilizzato per espletare la missione.  Ve le risparmiamo e pubblichiamo l conclusione.

La commissione dallo studio di tutta la documentazione presente nel nostro Comune, della normativa, della documentazione fornita dall’ATO idrico di Agrigento e da specifici approfondimenti ha predisposto la presente relazione.
In tale relazione sono state analizzate tutte le possibili inadempienze che determinano sanzioni o rescissioni del contratto. Nonostante siano evidenti nella nostra città i disservizi del servizio idrico, che avrebbero fatto ben sperare circa la possibilità di sciogliere il contratto con l’ente gestore “Girgenti Acque” per inadempienze, non risultano approvati dall’assemblea dei soci importanti documenti di controllo come per esempio la carta dei servizi, il piano POT ecc.
Senza questi strumenti di controllo di fatto si dovrebbe fare riferimento alle documentazioni dei precedenti enti gestori. A sciacca il servizio idrico era gestito dall’EAS e la carta dei servizi non risulta per nulla esaustiva.
Anche per quanto riguarda le semplici perdite idriche si ricorda che l’approvazione da parte dell’assemblea dei soci di tutta la documentazione avrebbe  determinato nel giro di qualche anno una evidente riduzione delle perdite.
Lo studio della documentazione da parte della commissione ha determinato comunque un importantissimo risultato per la città di Sciacca in quanto è emerso che ai sensi dell’art.19 (canone di concessione) il gestore è tenuto a versare annualmente agli enti locali un canone di concessione sotto pena dell’immediata risoluzione della convenzione. La cifra che negli anni doveva essere versata al Comune di Sciacca è di circa 400.00 €.
In un periodo di vacche magre questa è stata una manna dal cielo se si considera che nel redigendo bilancio di previsione 2011 verrà inserita una cifra pari a 160.000 euro con la quale potranno essere garantiti diversi servizi. 
Il sindaco a questo punto deve fare la sua parte propositiva nel CDA dell’ATO idrico per pretendere uno sportello operativo di Girgenti Acque a Sciacca, delle tariffe agevolate in quanto sono stati ceduti come per legge i pozzi comunali, la trattazione e approvazione di tutti gli importanti documenti che di fatto non garantiscono un servizio ottimale nella nostra città.
Per tutto ciò il Sindaco deve essere anche portavoce e guida dei comuni limitrofi per evitare che la guerra dei poveri si traduca in maggiori costi per l’utente senza miglioramento dei servizi.
A nostro avviso quindi non ci sono gli estremi per la risoluzione del contratto in quanto molte inadempienze sono imputabili all’assemblea dei soci. Nel caso in cui il referendum riesca ad abrogare con la vittoria dei si andrebbe valutata un’azione comune per verificare se esiste la possibilità, forti di una volontà popolare espressa, di abrogare il contratto e tornare ad una gestione pubblica dell’acqua.
Preoccupa ai sottoscritti il secondo quesito del referendum in quanto verrebbero cancellate le remunerazioni del capitale investito.
Nel caso specifico quindi potrebbe delinearsi la seguente situazione di una società “Girgenti Acque” che ha vinto una gara e che sino al termine della concessione deve espletare il servizio ma che non avendo più diritto al 7% sugli investimenti inizia ulteriormente a limitare o allungare i tempi degli interventi e senza l’approvazione della carta dei servizi e di altri importanti documenti mancano gli strumenti per essere incisivi.
Concludiamo il nostro rapporto chiedendo al Sindaco ancora una volta di farsi carico e portavoce delle varie istanze cittadine e spronare l’approvazione dell’assemblea dei soci, di cui è componente, dei documenti indispensabili al miglioramento del servizio.

La commissione era formata dai consiglieri comunali  Giuseppe Ambrogio, Salvatore Alonge, Elvira  Frigerio,  Gaetano
Cognata,   Paolo Gulotta , DavidEmmi e Paolo Mandracchia.  

 

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