APPELLO, RIDOTTA LA CONDANNA A PECORARO ACCUSATO DI LESIONI AL PADRE E AL FRATELLO

Ridotta a metà la pena in appello al saccense trentaquattrenne Angelo Pecoraro.  La Terza Sezione Penale della Corte di Appello di Palermo, presieduta dal dottor Lo Forti, con a latere i Consiglieri Messana e La Neve, accogliendo la richiesta del difensore, il penalista saccense  Giovanni Vaccaro, in riforma della sentenza del GUP di Sciacca, ha diminuito la pena inflitta a Pecoraro Angelo, per le lesioni in danno del padre e del fratello. All’udienza in Corte, il PG Dottor Agliastro aveva chiesto la conferma della condanna, presentando memoria difensiva di contestazione dell’appello. Ma la Corte ha accolto parzialmente l’appello, riducendo di metà la pena, che sta per essere interamente scontata.

Il Pecoraro, mentre si trovava agli arresti domiciliari, nella notte del 27 gennaio 2012, aveva litigato con il padre, il fratello e gli altri familiari, procurando agli stessi delle lesioni, ma subendo a sua volta lesioni.

In un primo momento, il pregiudicato era stato accusato di tentato omicidio; successivamente di lesioni aggravate, con recidiva. Chiusa l’istruttoria e scelto il rito abbreviato, il GUP, con sentenza del 29 giugno 2012, aveva condannato l’imputato alla pena di anni due e mesi quattro di reclusione. Con i motivi di appello, il difensore aveva chiesto l’assoluzione per l’esimente della legittima difesa o la diminuzione della pena inflitta.

Il fatto si verificò all’interno dell’appartamento del centro storico della città termale dove i due abitavano e dove Angelo si trovava agli arresti domiciliari.
 
E’ stata la madre e moglie dei due a richiedere alle 4 l’intervento di una volante della Polizia. Gli agenti, giunti sul posto, hanno verificato quello che stava accadendo e bloccato l’aggressore. Salvatore Pecoraro è stato invece trasportato in ospedale, dove i medici lo avevano sottoposto ad intervento chirurgico. La  coltellata lese organi vitali.

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