Affidamento diretto per progetto “Sciacca Capitale del Libro”: consiglieri denunciano un procedimento “al contrario”
Contestati vizi di legittimità, ingerenze politiche e spesa da 36.600 euro in pieno esercizio provvisorio: chiesto l’intervento di Segretario, RPCT e ANAC. Le precisazioni dell’assessore Cascio
Un articolato atto di contestazione, firmato dai consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò, mette in discussione la regolarità della procedura con cui il Comune di Sciacca ha deciso di partecipare al bando “Capitale Italiana del Libro 2027” e l’affidamento del relativo dossier progettuale alla società Mediterranea Arte srl, la stessa che attualmente gestisce le mostre d’arte al teatro Samonà. L’analisi degli atti amministrativi fatta dai due consiglieri, alla Delibera di Giunta n. 33/2026 alla Determina Dirigenziale n. 220/2026 – evidenzia, secondo i firmatari, un “quadro di profonda preoccupazione” per presunte violazioni dei principi di legalità, trasparenza e buon andamento. La società affidataria viene indicata dall’amministrazione e non dal dirigente. Il primo rilievo riguarda la cronologia: la direttiva politica che indica la ditta affidataria sarebbe stata emessa appena 48 ore dopo la pubblicazione del bando ministeriale, anticipando di fatto l’atto di indirizzo della Giunta. Tale sequenza, definita “un procedimento al contrario”, viene ritenuta incompatibile con l’obbligo di istruttoria tecnica e con il principio di imparzialità. Il documento cita testualmente la presenza nella determina della frase: Così come la direttiva dell’amministrazione comunale, ritenuta prova di un’ingerenza politica nella scelta del contraente. Ulteriori criticità segnalate riguardano la separazione tra indirizzo e gestione, la mancanza di un’analisi economica che giustifichi il costo di 36.600 euro, l’assenza di verifiche sulle competenze interne e locali, e l’utilizzo dell’imposta di soggiorno in regime di esercizio provvisorio. I consiglieri segnalano anche errori formali rilevanti, come la presenza di due diversi codici RdO nella stessa determina, elemento che – si sostiene – comprometterebbe la tracciabilità dell’affidamento. Il documento solleva infine il rischio di un dossier “standardizzato” e non esclusivo, nonché la possibilità di contatti preliminari non tracciati con la società incaricata. Per queste ragioni viene chiesto l’intervento del Segretario Generale, del RPCT e dell’ANAC, oltre alla revoca in autotutela degli atti ritenuti viziati. Infine, i due consiglieri sottolineano che l’amministrazione non ha affatto verificato se in città erano presenti competenze e professionalità valide come la società incaricata: “La società ha presentato un progetto chiavi in mano che rientra nella discrezionalità dell’amministrazione – aggiungono – ma non si sa come sia stabilito l’importo di 36 mila euro. Paghiamo partecipando ad un bando senza certezza di vincerlo. Questi soldi potevano essere spesi per valorizzare beni culturali in città, come palazzo municipale e biblioteca comunale, che sono in stato di degrado. Perchè non ci sono progetti per tali interventi ?”
Replica dell’assessore alla cultura Maria Grazia Cascio: “Abbiamo agito di corsa per le tempistiche ristrette del bando – ha detto in aula – per partecipare ad una importante opportunità La nostra determina è un atto d’indirizzo preliminare assolutamente legittimo. Non è un atto vincolante per il dirigente. La determinazione è stata adottata nel pieno rispetto delle norme. L’indicazione è politica e di natura non vincolante. La responsabilità della scelta del contraente resta nella responsabilità del dirigente. Per quanto riguarda l’affidamento diretto, è stato effettuato secondo le modalità previste per importi sotto soglia, come da normativa. La scelta della Mediterranea Arte è nata dalla necessità di avvalersi di persone che hanno competenze specifiche. La società ha competenze di carattere turistico e culturale. La candidatura ha ricadute economiche, culturali e turistiche. Siamo disponibili ad ulteriori chiarimenti”.





