A Fabio Termine arrivano i Re magi: ecco i tecnici SMS (Sotto Mentite Spoglie). L’operazione rimane capolavoro negativo del genio guastatori
Il periodo delle festività cui andiamo incontro richiama, inevitabilmente, al biblico arrivo a Betlemme dei tre re magi a portare oro, incenso e mirra a Gesù appena nato. Al sindaco Fabio Termine arrivano i Magi sotto forma di assessori: Maria Grazia Cascio, Ludovico Moreno Luna e Pippo Termine
SCIACCA- Arriveranno a Palazzo di Città in auto e non a bordo di cammelli i tre re magi sotto la veste di assessori che la cometa ha condotto a portare i doni della completezza della giunta a Fabio Termine. Sono l’avvocata Maria Grazia Cascio, il consulente del lavoro Ludovico Moreno Luna e il dottore commercialista Pippo Termine. Saranno presentati come tecnici ma, citando il film diretto da Vincenzo Salemme, sono come SMS, “Sotto Mentite Spoglie”. Tecnici? Inevitabilmente entrano nella cornice della politica e le pennellate sono quelle dell’uomo solo al comando, poiché in questo gruppetto non c’è rappresentanza partitica secondo la desiderata Termine. O meglio, dopo l’inanellarsi dei fatti il cui protagonista è stato il sindaco, e in modo particolare dal 2 novembre in poi. I fatti dicono che il primo cittadino ha liquefatto il suo movimento civico Mizzica, ha messo da parte il Pd cui ha aderito nel famoso giorno di San Silvestro nell’unico modo in cui non doveva farlo, concludendo il trittico con la defenestrazione degli assessori, due del Pd, Gulotta e Di Paola e uno del M5S, Curreri. Ma ha causato la reazione anche della Verde Daniela Campione. Di fatto, oggi il sindaco Fabio Termine non ha un suo consigliere comunale. L’unico è Fabio Leonte che è il dominus di quella che fu la coalizione della sinistra che, al ballottaggio, vinse le elezioni. Leonte sicuramente avrà anche la delega a vice sindaco.
Mancano 18 mesi alla fine del mandato sindacale e consiliare. Pd, M5S e Verdi orami fanno parte dei ricordi di quella che fu la coalizione iniziale di Fabio Termine e sono oppositori accaniti del sindaco.
Dall’altro canto, il sistema delle opposizioni (frantumato, disarticolato, pauroso di andare a casa anzitempo), quello che numericamente ha la maggioranza schiacciante in Consiglio comunale con 17 seggi, ha dimostrato, tranne taluni come Bivona, Bono, Bellanca, Mandracchia, Blò, Brucculeri, di andare per ordine sparso e di alzare il freno di fronte ad un realistico successo di una mozione di sfiducia. Ma andare a casa anzitempo fa salire l’ansia da prestazioni con l’incubo di non essere rieletti. Magari qualcuno è aggrappato all’indennità che riceve e al seggio in consiglio provinciale.
Una mozione di sfiducia che, sulla carta, potrebbe contare su 17 consiglieri delle opposizioni più 5 degli ex alleati del sindaco. Ma la paura fa 90. Soprattutto da parte delle opposizioni, dove c’è chi ha preferito salire sull’Aventino. Si tirerà a campare per altri 18 mesi. In verità saranno 12 mesi poiché da gennaio si entrerà nel clima elettorale. Assisteremo alle critiche delle opposizioni nei confronti della giunta, ma poi, come magia, esse approveranno tutte le delibere come “bene supremo della collettività”. Un bene supremo che spesso si interseca con prebende sotto forma di feste, festicciole, e altri accontentini calamite di consensi elettorali che servono a tirar a campà e a stilare qualche comunicato stampa da libro Cuore. Mai la politica locale aveva raggiunto un livello così mediocre. Le prospettive per il 2027 non sono incoraggianti e hanno agevole ingresso ampi margini di peggioramento. In Consiglio comunale si colgono elementi di nannimorettismo: mi si nota di più se dico qualche cazzata o se sto in silenzio? Qualcuno ha preferito l’ultima tattica. Assisteremo al già visto: le opposizioni criticheranno negli interventi l’operato del sindaco e della giunta, ma poi offriranno eroicamente il petto alla patriottica causa del bene della città. I tre nuovi assessori impiegheranno mesi per capire il funzionamento della macchina amministrativa. Ma il sindaco può dormire sonni tranquilli fino alla fine del mandato. Sa bene, e glielo ha spiegato il novello nuovo vice sindaco, che alla fine can che abbaia non morde. In Consiglio comunale il sindaco è abituato agli abbai, consapevole che non seguiranno morsi. Saranno approvati gli atti, taluni con qualche leggero emendamento. Alla fine vivranno felici e contenti, senza traumi e senza paura di un ritorno anticipato a casa. Il centrodestra medita, escogita, basculla. Destinato a rimanere per il terzo quinquennio consecutivo all’opposizione. Il sindaco e le opposizioni sembrano aver indossato la divisa più spinta del genio guastatori.





