Sconti sui carburanti fino all'8 giugno: tregua nella logistica, ma equilibrio ancora fragile - Corriere di Sciacca

Sconti sui carburanti fino all’8 giugno: tregua nella logistica, ma equilibrio ancora fragile

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Il governo proroga le accise ridotte e rafforza i sostegni al trasporto merci: scongiurato il fermo dei tir, restano le incognite sui prezzi e sulle tensioni internazionali.

La proroga fino all’8 giugno 2026 della riduzione delle accise — 20 centesimi sul gasolio e 5 sulla benzina — segna una scelta politica mirata a evitare una paralisi della logistica nazionale. Senza l’intervento, il rischio era concreto: scaffali vuoti, porti bloccati, filiere industriali interrotte. L’esecutivo ha concentrato l’attenzione sul gasolio, il carburante più sensibile alle oscillazioni internazionali e con il maggiore impatto sui costi di trasporto e sui prezzi finali. Per convincere le sigle sindacali a sospendere il fermo dei tir, il governo Meloni ha potenziato i sostegni diretti alle imprese: ai 100 milioni di credito d’imposta già previsti per il 2026 se ne aggiungono 200, portando il pacchetto a 300 milioni. Una misura ritenuta più flessibile di un taglio fiscale generalizzato e più compatibile con la tenuta dei conti pubblici. Il pacchetto comprende anche il dimezzamento dei tempi di rimborso delle accise — da 60 a 30 giorni — e la possibile sospensione di alcuni versamenti fiscali, alleggerendo la pressione finanziaria sulle aziende. L’annunciato fermo nazionale di 120 ore, previsto dal 25 al 29 maggio, è stato così disinnescato da UNATRAS e dalle associazioni di categoria. Ma la tregua resta precaria: lo sconto alla pompa è una misura ponte, non una soluzione strutturale alla dipendenza dalle quotazioni del greggio. Se l’instabilità dei mercati dovesse proseguire oltre giugno, il governo dovrà scegliere se rifinanziare i sostegni o lasciare che i rincari ricadano sui consumatori.

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