Aragona, il Comune perde dopo 30 anni: dovrà risarcire il proprietario dei terreni del depuratore - Corriere di Sciacca

Aragona, il Comune perde dopo 30 anni: dovrà risarcire il proprietario dei terreni del depuratore

tribunale

La Corte d’Appello ribalta la decisione del commissario ad acta: indennizzo fissato a 17.640 euro più interessi e spese

Si chiude con una sconfitta per il Comune di Aragona una vicenda giudiziaria durata oltre trent’anni e legata ai terreni occupati negli anni ’90 per costruire l’impianto di depurazione. All’epoca l’amministrazione acquisì le aree private versando una somma pari a circa 5.000 euro attuali, come indennizzo per una cessione volontaria che però non venne mai formalizzata. Il risultato fu un limbo giuridico: il Comune utilizzava i terreni, mentre il proprietario restava titolare del bene senza poterne disporre. Dopo decenni di inerzia, il cittadino si è rivolto alla giustizia amministrativa chiedendo una scelta definitiva: restituzione o acquisizione formale. Il Cga ha nominato un commissario ad acta che nel 2021 ha disposto l’acquisizione sanante, ritenendo però sufficiente il pagamento effettuato trent’anni prima e fissando il nuovo indennizzo a «zero euro». Una decisione giudicata inaccettabile dal proprietario, assistito dagli avvocati Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, che hanno impugnato il provvedimento sostenendo l’impossibilità di considerare satisfattivo un importo così datato a fronte di un’occupazione illegittima protratta per decenni. La Corte d’Appello di Palermo ha accolto integralmente la loro tesi, giudicando incoerente la quantificazione a zero euro. Il Comune dovrà ora versare 17.640,58 euro, oltre agli interessi legali maturati dal 2021 e a circa 3.000 euro di spese di lite.

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