Le dighe sono piene, ma caldo e scirocco preoccupano gli agrumicoltori. Serve irrigazione entro metà maggio
RIBERA- Inverno piovoso e fino ad aprile ancora piogge. Le dighe sono piene, ma le condutture restano ancora chiuse. Se tali rimangono, la preoccupazione degli agrumicoltori risiede nei venti di Scirocco e nelle temperature in aumento. “Si rischia già ora di perdere parte del raccolto se e non si cambia strategia nella campagna di irrigazione”, evdienzia Paolo Ganduscio, agronomo e voce dell’associazione dei “«”Liberi agricoltori”. Nella città delle arance si spera in un utilizzo della risorsa idrica nei campi, garantita dal Consorzio di bonifica a giugno. Per Ganduscio, “l’irrigazione non deve superare la metà di maggio in considerazione del rapido aumento della temperatura previsto già da questa settimana. Un quadro che, senza il giusto contrappeso di umidità e azoto, può far entrare in sofferenza le piante determinando la caduta dei frutticini già comparsi”, chiosa Ganduscio che invoca una apertura delle reti quanto prima, perché le riserve non mancano e potrebbero anche essere più sostanziose, se si riuscisse a convogliarle dal fiume Verdura”. Le zone che destano più preoccupazione sono quelle dell’agrigentino e del catanese.
Preoccupati anche gli olivicoltori





