Aica risponde a sindaco socio: “Rispettiamo la legge. Nessuna decisione personale”
La presidente Nobile replica alle accuse del sindaco di Canicattì e rivendica la linea della legalità
AICA interviene dopo la richiesta di dimissioni avanzata dal sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo, chiarendo che le nuove modalità del servizio autobotti non sono frutto di scelte unilaterali, ma conseguenza della fine dell’emergenza idrica in Sicilia, fissata per il 9 maggio 2026 dal quadro normativo vigente. L’azienda sottolinea che, come gestore pubblico, è obbligata a operare nel rispetto di leggi, regolamenti, trasparenza e tracciabilità, e che nessuna utenza non regolare può essere rifornita tramite procedure fuori dal perimetro di legge. AICA ribadisce di comprendere le preoccupazioni dei territori più fragili e si dice disponibile a un confronto istituzionale con il sindaco di Canicattì e con gli altri Comuni, purché nel rispetto delle norme e dell’interesse dei cittadini. L’azienda ricorda inoltre il costante raccordo con ATI, Prefettura e istituzioni competenti, rivendicando che la legalità non è un ostacolo, ma la condizione necessaria per garantire un servizio equo e sicuro. La presidente Danila Nobile respinge le accuse personali: «È singolare che un sindaco in carica da tre mandati attribuisca alla presidente responsabilità che riguardano invece l’applicazione di norme e regolamenti. AICA non può operare fuori dalle regole né alimentare scorciatoie. Il confronto deve restare istituzionale e rispettoso della normativa». Nobile conclude assicurando che l’azienda non arretrerà «di fronte alle scelte corrette che un gestore pubblico ha il dovere di compiere nell’interesse dei cittadini».





