Impugnativa danni ciclone Harry: per Carmina (M5S) “atto gravissimo”. Per Catanzaro (Pd) “approssimazione e incompetenza» della giunta Schifani

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Resta aperta la questione politica sul rapporto tra Roma e Palermo e sulla capacità della Regione di gestire l’emergenza senza nuovi stop.

L’impugnativa del Governo nazionale sulla legge siciliana che stanziava circa 40 milioni per i danni del ciclone Harry apre un fronte politico rovente. La deputata M5S Ida Carmina parla di «atto gravissimo» e accusa l’esecutivo di aver colpito «una popolazione già devastata», bloccando risorse considerate urgenti per territori messi in ginocchio dal maltempo e da emergenze come la frana di Niscemi. Carmina definisce «legittimo chiedersi» se la decisione possa essere una ritorsione dopo l’esito del referendum, configurando uno scontro diretto tra Governo nazionale e Regione Siciliana. Sulla stessa linea il capogruppo Pd all’Ars Michele Catanzaro, che giudica irrilevanti le spiegazioni tecniche fornite finora e punta il dito contro «approssimazione e incompetenza del governo Schifani», aggravate – sostiene – dalla «supervisione del governo Meloni». Per Catanzaro, l’impugnativa rappresenta l’ennesimo colpo ai siciliani, che si vedono privati di fondi destinati a famiglie e imprese colpite dal ciclone. Le opposizioni chiedono il ritiro immediato del provvedimento e la correzione dei rilievi, mentre resta aperta la questione politica sul rapporto tra Roma e Palermo e sulla capacità della Regione di gestire l’emergenza senza nuovi stop.